Attacco online ad Al Qaeda: per questo motivo hanno cessato le minacce su Internet?
I militanti di Al Qaeda che operano sul web hanno subito un cyber-attacco da parte di qualche intelligence impegnata nella lotta contro il terrorismo o da hacker schierati contro la Jihad.
È trascorsa una settimana dall’anniversario del terribile attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, costato la vita a oltre 3 mila cittadini statunitensi. Dal 2001, ogni anno, Al Qaeda, dichiaratasi responsabile dell’attentato, è apparsa on line per ricordare all’America e al mondo occidentale intero le proprie intenzioni, per celebrare i suoi martiri e per minacciare nuovi attacchi.
Quest’anno, però, su Internet non si è vista traccia dell’organizzazione guidata da Osama Bin Laden. L’8 settembre, è vero, è stato diffuso un video nel quale il numero due dell’organizzazione fondamentalista, Ayman al-Zawahri, accusava l’Iran di partecipare a una crociata occidentale contro l’Islam. Niente riferimenti all’11 settembre, però, e soprattutto niente annunci simili sulla Rete.
Secondo gli esperti che studiano il traffico su Internet, i militanti di Al Qaeda che operano sul web hanno subito un cyber-attacco da parte di qualche intelligence impegnata nella lotta contro il terrorismo oppure da parte di due hackers che già da tempo si sono segnalati per azioni di contrasto volte a bloccare i messaggi della Jihad. Ne è la prova il sito Al-ekhlaas.net, una delle principali casse di risonanza di Al Qaeda in rete: il dominio ora recita joker.com e sembra che siano state modificate anche le password di accesso.
Altri osservatori fanno notare che da mesi non si hanno più notizie di Adam Gadhan, detto Azzam l’americano, il californiano 33enne ritenuto l’organizzatore delle campagne mediatiche di Osama Bin Laden e seguaci. Si ipotizza, infatti, che Gadhan sia stato ucciso in un raid USA in Pakistan, anche se alcuni analisti sottolineano che, se la notizia fosse vera, Al Qaeda non avrebbe perso tempo a celebrare un martire.
Forse in realtà l’organizzazione fondamentalista è solo in standby, in attesa di pronunciarsi, come già accaduto in passato, a ridosso delle elezioni per la Casa Bianca.
Autore: Pierluigi Emmulo
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