Asteroidi contro la Terra: controlli sempre più ufficiali. Video dell'ultimo che ci ha sfiorato

Asteroide contro la Terra

Diventa sempre più approfondito lo studio degli asteroidi la cui orbita punta verso il nostro pianeta: pochissimi i rischi di un impatto.

Lorenzo Pascucci 

Per qualcuno ci sono temi più importanti e preoccupanti della crisi economica, della depressione dell'area euro, delle statistiche quotidiane sull'impoverimento delle famiglie e sulla disoccupazione che continua ad aumentare. Sono gli astronomi della Nasa che osservano con sempre maggiore attenzione il movimento degli asteroidi che puntano verso il nostro pianeta. Un'asteroide rischia di colpire il mondo e distruggerlo? No, niente di tutto questo, il rischio è sempre minimo, soprattutto perché i frammenti che entrano nell'atmosfera di solito sono molto piccoli e si consumano a contatto con l'aria, senza arrivare sulla superficie terrestre. Ci sono però alcuni asteroidi di proporzioni maggiori, la cui orbita si avvicina molto alla Terra.

L'ultimo è stato l'asteroide 2012LZ1: cinquecento metri di diametro, è stato letteralmente bombardato di onde radio da parte della Nasa, che ha usato i radiotelescopi di di Arecibo e di Goldstone, ma anche dal Comando Strategico Norad. Nessun problema per la Terra, dunque, che già si prepara al nuovo asteroide in arrivo, 2012DA14. Ha un diametro di circa cinquanta metri, esattamente come quello schiantatosi sulla superficie terrestre nel 1908 a Tunguska. Passerà vicino alla Terra, dove “vicino” è un concetto molto relativo: si tratta pur sempre di 21.000 miglia dal centro del nostro pianeta, il che dà una probabilità di impatto con la Terra pari allo 0,031%. L'effetto di un eventuale impatto, però, potrebbe essere devastante, perché sarebbe pari a quello di una bomba termonucleare di 2,4 megatoni.

Ma le previsioni sul comportamento dell'asteroide in avvicinamento non sono così facili e gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della Nasa di Pasadena si limitano a fornire dati e probabilità.

Ovviamente quello che passerà da queste parti nel febbraio 2013 non sarà l'unico né l'ultimo asteroide ad arrivare: nel 2029 sarà il turno di Apophis, ben più grande (il suo diametro è di trecentocinquanta metri). Anche in questo caso le probabilità di un impatto con il nostro pianeta sono pochissime (uno su 250.000). Comunque vadano le cose, l'interesse per questi fenomeni è in continua crescita, anche grazie a strumenti e tecnologie sempre più utili e potenti.

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