WiMax: Ariadsl e Aft-Linkem "piccoli provider" vincitori.Conseguenze positive per Internet in Italia
Tutte le più importanti licenze del WiMax sono state finalmente assegnate. Il ricavato per lo stato italiano è stato di circa 130 milioni di euro e ha visto vincere le aziende più piccole come Ariadsl e Aft-Linkem.
Tutte le più importanti licenze del WiMax sono state finalmente assegnate. Il ricavato per lo stato italiano è stato di circa 130 milioni di euro, cifra che segna il record europeo nella corsa all’assegnazione delle frequenze del nuovo servizio internet senza fili.
La sorpresa è stata di vedere protagoniste dell’asta aziende di telecomunicazioni di dimensioni non molto grandi, comparate alle big in gara del calibro di Telecom, Wind e Mediaset.
Ariadsl e Aft-Linkem, che si sono spartite larga parte delle più importanti frequenze, hanno investito cifre pari, rispettivamente, a 46 e 24 milioni di euro, spiazzando tutti i concorrenti e assicurandosi la copertura di tutto il territorio nazionale.
Il rischio più grosso che numerosi analisti avevano paventato era di vedere concentrare tutte le licenze nelle mani dei grossi detentori di connettività in Italia, che avrebbero ostacolato la diffusione della nuova tecnologia per non cannibalizzare altre soluzioni già commercializzate, come i servizi di Internet mobile (su tutti l’HSDPA) o la rete di servizi ADSL via rete fissa.
L’esito dell’asta smentisce le previsioni più pessimistiche e legittima nel fatto i principi su cui il Ministero ha fondato la gara di assegnazione.
Uno dei personaggi emersi durante la corsa alle frequenze WiMax è il finanziere israeliano Davidi Gilo. La sua passione per l’Italia, e soprattutto per le bellezze naturali e artistiche dell’Umbria, l’hanno portato a puntare sul nostro paese per investire.
L’azienda scelta è proprio Ariadsl, che proprio grazie al capitale di Gilo ha potuto trovare l’energia necessaria per sgominare la forza dei concorrenti big. Oggi Gilo possiede il 75% di Ariadsl e dopo la fine dell’asta più discussa degli ultimi tempi sicuramente ne sentiremo parlare molto spesso.
Autore: Pierluigi Emmulo
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