Archivio DNA cittadini italiani si farà dal 2010. La legge è passata.

Il Senato ha approvato in via definitiva il Trattato di Prum. Si prevede la creazione di una banca dati nazionale del DNA.

Redazione 

Il Senato ha approvato in via definitiva il Trattato di Prüm. Anche l’Italia, dunque, aderisce al trattato siglato nel 2005 da Belgio, Germania, Austria, Olanda, Lussemburgo, Francia e Spagna, relativo alla cooperazione transfrontaliera per il contrasto della criminalità, del terrorismo e della migrazione illegale.

Il trattato, oltre a introdurre la possibilità di utilizzo di guardie armate sugli aerei, prevede la creazione di una banca dati nazionale del DNA, per consentire lo scambio di informazioni relative a impronte digitali e dati genetici.

Spetterà ora alla Polizia di Stato completare, entro l’estate del 2010, la mappatura dei profili di tutte le persone detenute o sottoposte a misure alternative al carcere, quali il regime di custodia cautelare o gli arresti domiciliari, compresi gli individui arrestati in flagranza di reato o sottoposti a fermo. Nell’archivio finiranno anche i dati genetici e le impronte digitali raccolte sui luoghi dei delitti, così come saranno memorizzati i profili di persone scomparse o di cadaveri non identificati. Il prelievo forzoso del campione non potrà essere eseguito in numerosi casi, tra i quali i reati fallimentari e tributari.

Solo le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria potranno accedere all’archivio e i profili del DNA non potranno contenere informazioni che consentano di identificare direttamente il soggetto cui sono riferiti. Solo dopo esito positivo del confronto sarà possibile agli investigatori ottenere il nominativo dell'interessato. Il periodo di tempo di conservazione sarà stabilito dal futuro regolamento applicativo.

Autore: Arianna Bernardini
 

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