Apple-Twitter: i pro e contro di un acquisto di quote. La sfida a Google, Facebook e Microsoft

Apple-Twitter: matrimonio in vista?

Trattative in corso fra la società di Cupertino e la piattaforma di microblogging. La grande liquidità di Apple consente di concludere l’operazione in tempi rapidi.

Lorenzo Tansini 

È uno dei pochi settori in cui è assente. E non fa nulla per nascondere il suo desiderio di farne parte. Solo pochi giorni fa l’amministratore delegato della Mela, Tim Cook, ha confessato: "Apple non ha un suo social network, ma se mi chiedete se ne ha bisogno, la mia risposta è sì". Ecco perché il matrimonio con Twitter potrebbe consumarsi. Certo, le unioni si fanno in due, ma l’azienda di Cupertino sarebbe pronta a mettere sul piatto della bilancia una consistente e irrinunciabile cifra per fare propria una parte delle quote dell’uccellino. Stando a recenti stime, in cassaforte avrebbe una liquidità pari a 117 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferito dal New York Times, i dirigenti dei due grandi colossi dell’hi-tech sono già da tempo attorno a un tavolo in cerca di un accordo. La società della piattaforma di microblogging vedrebbe schizzare in alto la sua valutazione di mercato: dagli attuale 8,4 miliardi di dollari ad almeno 10 miliardi di dollari. La multinazionale della mela morsicata potrebbe ricoprire una parte da protagonista in un nuovo comparto dopo aver recitato la parte del leone sia in ambito hardware che software che della loro integrazione. E poi, entrambi potrebbero lanciare una sfida credibile ai vari Google e Facebook, protagonisti assoluti nel settore del social networking.

Che la società di Marck Zuckerberg sposti lontano da Cupertino i suoi sguardi di interesse è dimostrato da alcune recenti decisione come i vari accordi raggiunti con Ping e Microsoft. E che anche l’azienda di Mountain View abbia deciso di veleggiare per fatti suoi nel vasto mare dei social media è rappresentato dalla nascita di una piattaforma tutta sua, Google plus. Ma Apple non può permettersi di stare a guardare e rimanere fuori dai giochi. È sui siti di social network che si registra un incremento delle attività online in grado di influenzare acquisti e decisioni, oltre che determinare la vendita di film, musica e giochi.

C’è anche il Wall Street Journal a confermare la notizia, anche se riferisce di una fase di stallo nella ricerca dell’intesa. Secondo Daniele Bellasio del Sole 24 Ore, se la mossa di Apple si rivelerà "azzeccata, nulla sarà più come adesso. Se no, si sentirà ancora di più la mancanza di Steve Jobs".

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