Amazon compra i CD usati e ripaga con buoni sconto
Vendere CD usati in cambio di gift card da utilizzare per l’acquisto di altri prodotti. Amazon lancia una nuova iniziativa commerciale negli Stati Uniti.
Qualcuno farà di certo molto fatica a separarsi dalla propria collezione di compact disc, ma in tempo di crisi, l’iniziativa di Amazon sembra destinata a riscuotere un certo consenso. La formula è già nota: dona l’usato e ricevi in cambio buoni da spendere in acquisti successivi. A cambiare è l’oggetto delle transazioni: i CD. Quelli che, con l’arrivo delle canzoni in MP3 e in streaming, e con la moltiplicazione dei riproduttori musicali (l’iPod di Apple, ad esempio), hanno visto precipitare la loro diffusione. Eppure la popolare società di commercio elettronico è convinta che ci sia ancora un mercato da non sottovalutare.
Il valore dei CD varia da 2 a 5 dollari, offerti agli utenti sotto forma di gift card. Appare quasi scontato come le condizioni non possano che essere buone ovvero il disco, con tanto di custodia originale, non deve presentare graffi o danneggiamenti in grado di non consentire l’ascolto. Il libretto, poi, deve essere presente e integro. Le condizioni per poter vendere i compact disc ad Amazon sono due. Da una parte occorre aver compiuto almeno 18 anni. Dall’altra è necessaria la residenza negli Stati Uniti. L’iniziativa, infatti, è limitata al di là dell’oceano e, almeno in questa prima fase, sono esclusi tutti gli altri paesi, compresa l’Italia.
Per l’azienda coordinata da Jeff Bezos, dunque, si apre un nuovo segmento di mercato. Amazon recita una parte da protagonista nel campo dei libri elettronici con il 60% dei ricavi complessivi negli Stati Uniti. E la recente contestazione di aver organizzato un cartello per tenere alti i prezzi degli ebook, formulata dal Dipartimento di Giustizia americano nei confronti di Apple e cinque fra i principali editori statunitensi, non può che giocare a suo favore. Non a caso, nella sua risposta la società di Cupertino ha tirato in ballo Amazon: “L’accusa di collusione nei confronti di Apple da parte del Dipartimento di Giustizia è semplicemente falsa. Il lancio di iBookstore nel 2010 ha promosso l’innovazione e la concorrenza, spezzando il monopolio di Amazon sul settore dell’editoria. Da allora i clienti hanno beneficiato di e-book che sono più interattivi e coinvolgenti. Proprio come abbiamo permesso agli sviluppatori di fissare i prezzi su App Store, gli editori possono stabilire i prezzi su iBookstore”.
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