Nuove città e distretti ICT: Dubai Internet City compete con la Silicon Valley. L'Italia al palo.

Le attività più frenetiche nello sviluppo ICT sono in India e negli Emirati Arabi. A Dubai è nata una vera e propria città del web. L'Italia invece è qusi ferma.

 

Mentre l’Italia sul piano dell’ICT sembra dormire sonni inconsapevoli del gap tecnologico e professionale che stiamo vivendo rispetto ai Paesi più avanzati nel settore, da altre parti del mondo sorgono nuove città e distretti ICT che fanno concorrenza alla famosa Silicon Valley.

Persino in Malesia, alla fine degli anni ’90, è nata e cresciuta l’area dei Semiconduttori nei pressi del distretto CyberJaya. E non si capisce cosa debba avere la Malesia di più rispetto al nostro Paese.

Le attività più frenetiche si registrano in India e negli Emirati Arabi, tanto da generare ricchezza e occupazione non solo nel settore dell’ICT ma anche in tutto l’indotto e nel comparto costruzioni.

In particolare, negli emirati Arabi Uniti è nata una vera e propria città del web all’interno di Dubai: la Dubai Internet City, inaugurata nel 2001 e che conta una «popolazione» di 14mila abitanti e presenta infrastrutture progettate e realizzate nell’ottica di una continua espansione. Dubai non è da sola.

Si muove da anni anche l’India, a Bangalore, a testimonianza di un fenomeno che gli analisti più avveduti hanno annunciato da tempo: la creazione di un vero e proprio network asiatico dell’ICT, fondato sulla connessione tra città e distretti supertecnologici.

Non è un caso che la più importante conferenza mondiale dedicata alla gestione della Security Informatica si sia svolta per il secondo anno consecutivo a Dubai. Con uno staff organizzatore proveniente da Kuala Lumpur e Malesia.

Fortunatamente, in questo contesto, c’era anche l’Italia, grazie alla presenza di Raoul Chiesa e Alessio Pennasilico. Chiesa è il più famoso ex-hacker italiano, da alcuni mesi consulente delle Nazioni Unite per conto di UNICRI, l’Agenzia dell’ONU che si occupa di combattere il crimine informatico.

Una presenza di rilievo, visto che i due sono stati gli speaker della conferenza, ma che non colma il divario che l’immobilità italiana sta alimentando con gli altri Paesi competitor nell’ICT.

Autore: Pierluigi Emmulo

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