Alex Schwazer e doping: Anonymous attacca il sito dell’atleta. Reazioni di utenti del web e CONI
La falange italiana di Anonymous attacca il sito web del marciatore azzurro Alex Schwazer, eliminato dalla XXX Olimpiade perché risultato positivo a un controllo antidoping. I pensieri degli utenti della Rete su social network e portali.
A seguito dell’esclusione dalla gara dei 50 km di marcia del podista altoatesino Alex Schwazer dalle Olimpiadi di Londra 2012 perché trovato positivo al doping dopo un controllo a sorpresa disposto dalla WADA lo scorso 30 luglio, sono tante le reazioni del popolo del web, che si divide tra chi condanna, senza possibilità di “redenzione”, il gesto di Schwazer e chi (sembrerebbe la maggior parte degli utenti) invece lo sostiene moralmente, pur ammettendo che l’assunzione di EPO (eritropoietina, ormone glicoproteico impiegato anche come sostanza dopante per migliorare le performance sportive) sia, naturalmente, un atto da evitare in qualsiasi caso.
Facebook, Twitter (hashtag #AlexSchwazer e #Schwazer) e gli spazi per i commenti dei vari siti che hanno trattato la notizia-shock di Schwazer sono gli scenari principali in cui gli iscritti esprimono le loro opinioni.
Tra le azioni online, intorno alle 11 di ieri, 8 agosto, non è mancata quella della falange italiana di Anonymous, che ha attaccato il sito di Schwazer, ripristinato dopo poche ore, attraverso un defacing con la pubblicazione della maschera-simbolo Guy Fawkes e comunicato di rivendicazione in homepage: «Anonymous Italia approfitta del sito di Alex Schwazer per condannare la pratica del doping nel mondo dello sport. Caro Alex, oltre ad un atleta, sei anche un carabiniere. Non sappiamo cosa ti sia venuto in testa qualche mese fa. Ma la tua vita, il tuo lavoro, il tuo sport, avevano ed hanno una responsabilità troppo alta e nobile nei confronti di ciascuno di noi, della tua famiglia, della tua gente, e non avresti dovuto mai commettere questo errore. Noi di Anonymous Italia ci uniamo a quanti, ogni giorno, lottano e lavorano per "fare pulizia" nel mondo dello sport. We are Anonymous. We are Legion. We do not forgive. We do not forget. Expect us».
Il Presidente del CONI, Gianni Petrucci, ha dichiarato che il Comitato Olimpico Nazionale Italiano era all’oscuro di tutto. «La procura antidoping non sapeva di questo nome. L’avessimo saputo, avremmo sicuramente fatto qualcosa. La Procura di Padova ci ha avvisato dell’indagine in corso, ma nessuna informazione sul nome del ragazzo». E aggiunge: «Schwazer testimonial contro il doping? Ce lo auguriamo, dovrebbe diventare il leader nella battaglia contro il doping. Si deve fare questo quando si cade nel baratro, ma l’aspetto umano deve essere salvaguardato».
Video della conferenza stampa integrale di Alex Schwazer, che ha incontrato i giornalisti a Bolzano ieri, mercoledì 8 agosto.
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