Agenda Digitale non in Decreto Sviluppo 2012: i tempi si allungano, ma progetto ambizioso
Infrastrutture e sicurezza, ecommerce, alfabetizzazione digitale e competenze digitali, eGovernment, ricerca e innovazione, smart cities e communities: appuntamento a settembre.
Almeno tre mesi di ritardo. Sì, perché rispetto ai programmi originari che prevedevano l’implementazione dell’Agenda Digitale in questo mese, le previsioni più ottimistiche rimandano a settembre. Si tratta di una serie di misure pensate per il rilancio delle strutture e delle infrastrutture digitali in Italia. L’obiettivo è di collocare questo paese al passo con le altre nazioni d’Europa. Di più, questi provvedimenti dovrebbero contribuire alla riduzione del deficit e al rilancio del PIL. Lo scorso 11 maggio sono scaduti i tempi per la partecipazione alla consultazione pubblica per la raccolta di pareri.
Allo stato è al lavoro una cabina di regia interministeriale sulle sei questioni indicate dal governo Monti a poche settimane dal suo insediamento: le infrastrutture, il commercio elettronico, la scuola, l’educazione dei cittadini, il governo e le cosiddette comunità intelligenti. Entro la fine di questo mese saranno formulate le proposte destinate e riempire di contenuti il decreto DigItalia.
I traguardi da raggiungere sono tanti e tutti ambiziosi: banda larga di base per tutti entro il 2013, abbattimento delle frontiere nazionali e aiuto alle imprese nel commercio elettronico, incentivazione del target femminile all’uso delle ICT, sostegno al mercato unico digitale, incremento dell’investimento privato in ricerca e innovazione nel settore ICT attraverso gli strumenti del credito di imposta e l’armonizzazione dell’intervento pubblico per il sostegno alla ricerca e all’innovazione ICT pubblica e privata, miglioramento della vita dei cittadini nei contesti urbani e nelle comunità diffuse attraverso infrastrutture intangibili.
Spiega il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: "Elementi centrali in questa operazione sono la scuola, quindi le nuove generazioni, e il recupero delle persone d’età maggiore che non sono ancora vicine al digitale. In questo è ancora la scuola che può intervenire. Ci sono esempi molto interessanti di progetti. Uno per tutti: nel pomeriggio i ragazzi dedicano un po’ di tempo per insegnare agli adulti, ai loro nonni che cosa significa utilizzare Internet, che cos’è un computer. E a fronte di questo impegno ottengono crediti per la maturità". A detta del ministro, a scuola "il digitale deve essere per tutti".
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