Agenda Digitale: avviata la consultazione pubblica. Obiettivi del governo

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Al via i lavori per l’Agenda digitale italiana. Aperta la consultazione pubblicata a cittadini, organizzazioni o istituzioni sui sei aree tematiche.

Al via i lavori dell'Agenda Digitale Italiana
Fabio Lepre 

C’è tempo fino all’11 maggio per partecipare alla consultazione pubblica per raccogliere pareri sull’Agenda Digitale italiana. I contributi alla consultazione saranno analizzati dalla cabina di regia incaricata di definire le politiche di sviluppo del Paese basate sull’economia digitale. Sono sei le aree tematiche individuate dall’organismo governativo ovvero "infrastrutture e sicurezza", "eCommerce", “alfabetizzazione digitale e competenze digitali", "eGovernment", "ricerca & innovazione" e "smart cities & communities".

Nel primo caso gli obiettivi del governo sono di garantire banda larga di base per tutti entro il 2013; banda larga veloce entro il 2020: copertura con banda larga pari o superiore a 30 Mbps per il 100% dei cittadini dell’Unione europea; banda larga ultraveloce entro il 2020. In merito all’ecommerce, l’esecutivo punta a promuovere gli acquisti online, ad abbattere le frontiere nazionali e ad aiutare le imprese. Con l’alfabetizzazione informatica si cerca, fra l’altro, di estendere il modello della scuola digitale, di affrontare il problema dell’inclusione sociale anche attraverso soluzioni di telelavoro, di incentivare il target femminile all’uso delle ICT, di favorire sicurezza e uso critico e consapevole dei contenuti e dell’infrastruttura della rete.

In merito all’eGovernment, le aree prioritarie individuate sono i nuovi servizi designati attorno alle esigenze di cittadini e imprese; il sostegno del mercato unico digitale; maggiore efficacia ed efficienza dei servizi erogati che porta alla riduzione degli oneri amministrativi e migliora i processi organizzativi; lo sviluppo delle condizioni abilitanti di carattere infrastrutturale tecnologico e legale. Nel campo della ricerca e dell’innovazione, fra gli obiettivi da raggiungere ci sono anche l’incremento dell’investimento privato in ricerca e innovazione nel settore ICT attraverso gli strumenti del credito di imposta e l’armonizzazione dell’intervento pubblico per il sostegno alla ricerca e all’innovazione ICT pubblica e privata. Infine con il piano Smart Communities si punta a realizzare infrastrutture intangibili abilitanti per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento della vita dei cittadini nei contesti urbani e nelle comunità diffuse.
 

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