Agenda digitale 2012: le nostre proposte dopo semplificazioni, liberalizzazioni e manovra Monti
Corsi di formazione in ambito aziendale. Internet come materia scolastica. Bonus e detrazioni fiscali per l’acquisto di computer e per abbonamenti ADSL. IVA agevolata per imprese, e-commerce e servizi di streaming.
Sono quattro i punti principali che costituiscono l’impianto del decreto legge “Semplifica Italia” in materia di Agenda Digitale. Primo punto: la costituzione di una cabina di regia per lo sviluppo della banda larga e ultralarga. Secondo punto: diffusione in Rete dei dati in possesso delle amministrazioni (Open Data). Terzo punto: utilizzo del cloud, ovvero dematerializzazione e condivisione dei dati tra le pubbliche amministrazioni. Quarto punto: incentivi alle smart community, gli spazi virtuali in cui i cittadini possono scambiare opinioni, discutere dei problemi e stimolare soluzioni condivise.
Le misure del provvedimento mirano ad aumentare l’efficienza dell’azione amministrativa, a potenziare gli strumenti informatici di negoziazione, ad alleggerire le procedure di contrattazione per il mercato elettronico della pubblica amministrazione, a incrementare la trasparenza, la regolarità e l’economicità della gestione dei contratti pubblici. Quanto illustrato dal Governo presieduto da Mario Monti rappresenta una dichiarazione di intenti. Manca, a oggi, un piano operativo, che fissi obiettivi e relative tempistiche e che assegni le competenze. E manca, a nostro avviso, l’esplicitazione di proposte che sappiano rendere le nuove tecnologie uno strumento per stimolare la produttività e la crescita nel concreto. Apprezziamo la centralità assunta dalla Agenda Digitale nel contesto della visione del Governo. Tuttavia, ci preme indicare le nostre proposte, maturate nel corso di una attività ultradecennale. Proposte che muovono da un assunto, evidente anche in seno alle misure firmate dal Governo Monti: la semplificazione e le liberalizzazioni trovano un alleato insostituibile in Internet. Ed è dunque dalla Rete che si deve partire.
Primo punto, a nostro giudizio il più importante: è necessario favorire la massima conoscenza possibile di Internet, attraverso la creazione di corsi di formazione in ambito aziendale e consumer. A ciò si accompagna un’altra necessità: Internet deve assumere un ruolo centrale nell’educazione scolastica. A partire dalle scuole primarie (scuole elementari). Si deve in qualche modo avvicinare a Internet anche le fasce di popolazione ancora distanti dalla Rete, per ragioni di natura sociale, economica e di età. Stando ai dati elaborati da Eurostat, il 39% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni non si è mai collegata alla Rete, né da PC né da smartphone e tablet. Due sono i principali fattori che frenano la diffusione di Internet tra le famiglie italiane: il digital divide e il divario culturale. I piani per potenziare la copertura e la diffusione di infrastrutture per la fornitura di servizi di connettività a banda larga e ultralarga non sono mai stati tradotti in realtà. Ben venga, dunque, la cabina di regia proposta dal Governo Monti, a patto che il regista inizi le riprese e si trovino attori intenzionati a recitare la loro parte sino in fondo. Circa il 40% delle famiglie italiane non dispone della possibilità di accedere a Internet tramite rete fissa. È dunque ora (passata) di fare sul serio. Attraverso percorsi formativi e scolastici e grazie al potenziamento delle infrastrutture, il gap culturale e il digital divide potranno essere risolti.
A tale scopo, riteniamo si rendano indispensabili detrazioni fiscali e/o bonus per l’acquisto di computer (desktop e portatili), di tablet e smartphone, e per la sottoscrizione di abbonamenti ADSL residenziali e di abbonamenti per l’accesso alla Rete tramite reti mobili e chiavette Internet. Il potenziamento delle infrastrutture passa anche per lo sviluppo di un piano nazionale per il Wi-Fi, che muova dalle esperienze già avviate da alcune amministrazioni pubbliche ed enti locali. La copertura per l’accesso a Internet deve essere al 100%. Ogni cittadino italiano deve poter collegarsi alla Rete in ogni luogo e attraverso ogni tipo di dispositivo.
Altro punto di primaria importanza: il commercio elettronico. Proponiamo un regime di IVA agevolata da applicare a tutte le transazioni eseguite per acquisti di prodotti e/o servizi veicolati attraverso piattaforme di e-commerce. Con carta di credito, bonifico e contrassegno. Un regime di tassazione speciale si rende a nostro avviso necessario anche per favorire iniziative che puntano sull’innovazione e sulle nuove tecnologie, soprattutto per i giovani. Agevolazioni andrebbero previste anche per tutte quelle aziende e quegli imprenditori che investano nelle creazione di progetti veicolati attraverso Internet, quali servizi CRM (Customer Relationship Management), cataloghi online e piattaforme di e-commerce. Si dovrebbe altresì agevolare sotto il profilo fiscale la creazione di siti web, e favorire quindi il debutto online di aziende e realtà che operano solo offline.
Proponiamo, infine, un regime di IVA agevolata se non addirittura l’assenza della stessa in ambito di streaming online, ovvero di fruizione di film e musica attraverso Internet. Analoga proposta andrebbe estesa al mercato degli ebook. In questo modo, i consumatori sarebbero spinti all’uso di servizi del tutto legali. E, si spera, le major discografiche e cinematografiche e l’intera industria dei contenuti potrebbero finalmente investire con maggiore forza in Italia. Sul modello di Netflix e Spotify, per esempio.
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