ADSL veloce per tutti: primi finanziamenti finalmente in arrivo? E a cosa serviranno?
Per azzerare il digital divide servono 1,47 miliardi di euro. Ma il CIPE sembra intenzionato a sbloccare solo 400 milioni di euro.
Per azzerare il digital divide, il piano Romani ha previsto un investimento di 1,47 miliardi di euro. Che sono ancora bloccati al CIPE, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Nonostante le promesse di vari esponenti del governo Berlusconi.
Degli 1,4 miliardi di euro necessari a portare a tutti i cittadini italiani una rete a banda larga da minimo sindacale (2 Mbps), si era detto che in una prima fase, ma solo al termine della crisi economica, ne sarebbero stati sbloccati 800 milioni. Così non è stato. Ora, Renzo Turatto, capo del dipartimento per la digitalizzazione e per l’innovazione della Presidenza del Consiglio, ha annunciato che il CIPE darà il via libera a uno stanziamento per 400 milioni di euro destinati a portare una connessione Internet veloce nelle aree non ancora coperte dagli operatori telefonici.
Si gioca al ribasso, dunque, e si confondono anche le acque o si finge di dimenticare la reale entità dell’investimento. A Reuters, Turatto ha dichiarato che per la realizzazione della banda larga servono 800 milioni di euro. In realtà, 800 milioni di euro sono la prima tranche degli 1,47 miliardi di euro previsti dal piano Romani. E di questa prima tranche ora dovrebbero essere resi disponibili solo 400 milioni di euro.
Ben vengano, sia chiaro, ma è evidente che l’Italia rischia di restare ancora più indietro rispetto ai paesi europei concorrenti, per non parlare dell’Asia e degli Stati Uniti d’America. È sufficiente, infatti, gettare l’occhio aldilà delle Alpi, in Francia, dove il governo di Sarkozy ha previsto uno stanziamento di 10 miliardi di euro nei prossimi anni.
Autore: Andrea Galassi
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