ADSL veloce in Italia con nuova rete: Governo si dice pronto, ma i finanziamenti? L'UE però la vuole

L'ipotesi di congelamento del progetto per lo sviluppo della banda larga elaborato da Francesco Caio sembra sia tramontata. Intanto la Commissione Europea spinge verso la banda larga per tutti.

Redazione 

Alcune voci circolate sui media avevano fatto pensare che il Rapporto Caio fosse destinato a finire in un cassetto ancora prima di essere analizzato nel suo insieme. Secondo Milano Finanza, infatti, i consiglieri fidati del premier avevano raffreddato gli animi della parte di Forza Italia che spingeva per lo scorporo di Telecom Italia, in quanto la mossa avrebbe aperto un duro contenzioso con l’ex monopolista e indotto Franco Bernabé, AD dell’incumbent, ad allargare il piano di dismissione degli asset non core alle televisioni del gruppo, per ora lasciate fuori.

Tuttavia, sembra che l’ipotesi di congelamento del progetto per lo sviluppo della banda larga elaborato da Francesco Caio sia tramontata. Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega per le Comunicazioni, a margine di un convegno svoltosi a Roma, ha rivelato di aver già prodotto una sintesi del Rapporto Caio e di averla consegnata a Silvio Berlusconi. «Nella prima settimana di aprile» ha detto Romani «presenteremo ufficialmente il piano e formuleremo le opzioni da presentare al paese».

Ricordiamo che Caio aveva prospettato tre tipi di interventi in base a tre diverse possibilità di investimento da parte dello Stato e delle aziende interessate. Il governo, come annunciato da tempo, ha già predisposto 800 milioni di euro, ma, ovviamente, non sono sufficienti a coprire tutti gli investimenti necessari e rappresentano, per stessa ammissione di Romani, un mezzo per generare un effetto leva moltiplicatore.

Intanto, in Europa, prosegue la discussione sul cosiddetto Pacchetto Telecom, destinato a ridisegnare il quadro regolatorio in materia di telecomunicazioni. La Commissione Europea ritiene la banda larga uno strumento indispensabile per le aziende, le scuole, gli ospedali e gli uffici pubblici di un’economia moderna. Entro fine aprile, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione Europa dovranno riunirsi in sessione plenaria e votare il pacchetto di riforme. Il Commissario europeo per la Società dell’Informazione, Viviane Reding, si dice ottimista, ma sul testo pendono numerosi emendamenti, sui quali si fatica a trovare un accordo.

Autore: Andrea Galassi

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