ADSL per tutti a 2 megabit con il piano del Governo. Ma quando l'Internet a 50 o 100 Mbps?

Dovrebbe partire a breve il piano del governo per portare la banda larga a tutti i cittadini italiani.

Redazione 

Dovrebbe partire a breve il piano per portare la banda larga a tutti i cittadini italiani, annunciato un mese fa circa dal viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani.

Per azzerare il digital divide, il governo metterà in campo 1,47 miliardi di euro, così ripartiti: 800 milioni di euro di fondi CIPE, già stanziati nel 2008, ma forse dirottati per l’emergenza Abruzzo; 264 milioni di fondi ministeriali; 188 milioni di fondi pubblici per lo sviluppo delle aree rurali; 219 milioni di euro che il governo auspica arrivino dai privati attraverso gare pubbliche a livello territoriale.

Secondo Romani, in questo modo il 95,6% della popolazione avrà 2 Mbps mediante ADSL, mentre il 3,9% tramite il wireless. Il Rapporto Caio esortava ad abbattere il digital divide come una prima misura d’urgenza, ma proponeva al governo di scegliere fra tre opzioni, ognuna delle quali volta a proiettare l’Italia all’avanguardia nelle TLC o, quantomeno, al passo con gli altri paesi industrializzati. Il governo, dicono alcuni osservatori, sembra aver scelto una strada diversa, con l’obiettivo di azzerare per ora solo il divario digitale, senza alcun piano per la futura NGN.

All’orizzonte, dunque, non si vedono ancora le connessioni con velocità comprese fra i 50 e 100 Mbps. Nessun investimento per portare la fibra ottica nelle case, solo un primo, timido passo per fronteggiare l’emergenza digital divide. E senza riuscire, peraltro, a garantire i 2 Mbps alla totalità della popolazione, visto che 95,6 + 3,9 fa 99,5 e, quindi, rimane fuori lo 0,5% dei cittadini, che forse dovranno ricorrere alle connessioni via satellite.

Autore: Pierluigi Emmulo

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