ADSL in tutta Italia e banda larga veloce: un ruolo centrale dello Stato. Indiscrezioni sul piano.

ADSL, banda larga, TLC in Italia: le ultime voci sui progetti del Governo in carica

Redazione 

In Italia abbiamo bisogno di banda larga. La realizzazione della NGN (Next Generation Networking) necessita di 20 miliardi di euro. Una cifra considerevole. L’unica soluzione razionale che appare all’orizzonte sembra essere quella di creare un sistema virtuoso in cui ogni attore faccia la sua parte.

Ecco allora scendere in campo, per raggiungere l’ambizioso obiettivo, il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, l’AD di Telecom Franco Bernabé e il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò.

Il Governo in carica ha già manifestato nella bozza della Finanziaria 2008-2009 l’intenzione di incentivare e agevolare le realizzazioni di nuove infrastrutture di TLC, prevedendo lo stanziamento di 800 milioni di euro, fino al 2013, provenienti dai fondi FAS (Fondi Aree Sottoutilizzate) e promettendo interventi per integrare i finanziamenti pubblici, comunitari e privati.

Ma la novità più importante che il Governo italiano vuole introdurre riguarda il ruolo stesso delle TLC: finalmente queste sono considerate infrastrutture di base dello sviluppo economico e dei servizi pubblici. Come tali, le TLC possono attingere ai fondi stanziati dal Quadro Strategico Comunitario che assegna all’Italia circa 10 miliardi di euro.

Non solo: il ruolo pubblico assegnato alle TLC favorisce il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti in qualità di finanziatore di aziende private che fanno infrastrutture e di partecipazione a quote nelle società che gestiranno parti delle nuovi reti. Saranno bandite le gare regione per regione, coinvolgendo gli enti locali nella programmazione.

Telecom investirà in nuove infrastrutture, ma non sarà sola: altri operatori faranno la loro parte. I costi più elevati risiedono nella realizzazione di cavi e condotti su cui deve passare la fibra ottica, in quanto bisogna considerare il lavoro fisico necessario e le procedure burocratiche da rispettare. Per facilitare il compito degli operatori, il Governo si è impegnato a emanare norme che rendano più veloci le stesse procedure burocratiche.

I cavi saranno gestiti da società diverse, che li affitteranno agli operatori. Questi, invece, controlleranno le macchine della Rete, i server e le centrali.

La NGN sarà quindi in parte pubblica, in parte privata, in parte regionale e in parte forse municipalizzata. Con l’Agcom nel ruolo di garante.

Autore: Pierluigi Emmulo

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