ADSL fibra ottica super veloce in Lombardia: non serve
La Regione Lombardia ci prova: 100 megabit a metà della popolazione secondo le più recenti direttive comunitarie. La strada è quella giusta?
La Regione Lombardia dà una personale accelerata alla realizzazione degli obiettivi inseriti nell’Agenda Digitale Europea e mette le basi del progetto che dovrebbe portare la fibra ottica a metà della sua popolazione. Ad affiancarla in questa iniziativa ci sono Metroweb e F2i, due colossi nei rispetti campi della fibra ottica e dell’imprenditoria. Allo studio c’è anche l’implementazione della convergenza tra rete fissa e mobile attraverso la diffusione delle nuove tecnologie LTE (Long Term Evolution) sui cellulari. Di più, l’intesa prevede la sostituzione dalla rete in rame con una nuova rete in fibra ottica.
Secondo le disposizioni europee, entro il 2020 andrebbe assicurata la copertura della metà della popolazione con 100 megabit e l’altra metà con 50 megabit. A prima vista, il megaprogetto della Regione Lombardia suscita qualche perplessità. Non sarebbe stato preferibile un piano unitario sulla falsariga di quanto promosso e promesso con l’Agenda Digitale Italiana? Non sarebbe più auspicabile coprire tutta l’Italia con una rete ADSL di almeno 2 megabit anziché puntare ogni risorsa sulla fibra ottica? L’intenzione di Metroweb è evidente: esportare il modello Lombardia anche al di fuori della Regione.
E poi c’è un problema di alfabetizzazione informatica, o di cultura all'uso corretto del web, che andrebbe affrontato in maniera parallela se non prioritaria. A trarre benefici sarebbe sia il contesto lavorativo che quello dell’intrattenimento. La mancanza di un ampio numero di piattaforme per lo streaming legale, ad esempio, è anche dovuto alla scarsa diffusione di strutture e infrastrutture digitali.
Secondo il governatore Roberto Formigoni, “la Lombardia ha intrapreso dal 2010 l’analisi di un progetto finalizzato alla realizzazione di un’infrastruttura passiva in fibra ottica secondo un modello fibra a casa del valore di oltre 1,2 miliardi di euro, che avrebbe consentito di infrastrutturare 167 comuni lombardi e di raggiungere una popolazione di 4,2 milioni di persone”. E a proposito di un percorso unitario con i gestori telefonici, ha ricordato come il confronto “si è concluso nel luglio del 2011 con l’impossibilità di giungere a un progetto unico e condiviso poiché su alcuni punti chiave non vi è stata convergenza delle parti”.
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