ADSL in tutta Italia come servizio universale: cosa accadrà ora che il Governo è caduto?

Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni aveva in programma il varo di un DDL contenente le azioni volte a ridurre il digital divide dell’Italia e a incrementare la diffusione della banda larga. E ora che il Governo è caduto?

Redazione 

Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni aveva in programma il varo di un DDL contenente una serie di azioni volte a ridurre il digital divide dell’Italia e a incrementare la diffusione della banda larga.

In sostanza il decreto toccava temi come l’estensione della connettività wireless, la spinta alla realizzazione di reti di nuova generazione, la stima di interventi diretti dello stato a vantaggio delle aree non raggiunte dalla banda larga con il fine di sostenere quegli operatori che agiscono nelle aree più depresse e infine l’apporto di modifiche alla legge Gasparri, che si è finora dimostrata profondamente inadeguata a supportare le esigenze della crescita digitale del paese.

La caduta del Governo compromette l’attuazione dei progetti in corso di valutazione, riaffondando l’Italia in una situazione in cui la legislazione in materia rimane insufficiente e insoddisfacente.

L’unica reale prospettiva di miglioramento attuale proviene dal WiMax, la cui asta sta rapidamente arrivando alle battute finali. Le prospettive su questo versante sembrano essere interessanti, benché non sia prevedibile che gli effetti della nuova tecnologia inizino a dare delle reali prospettive prima del prossimo anno.

Per il resto bisogna solo valutare quali programmi specifici saranno messi in campo dai due schieramenti in merito alla digitalizzazione del paese. Uno dei temi caldi in questo senso potrebbe essere quello della banda larga come servizio universale, che colmerebbe il ritardo tecnologico dell’Italia nella connettività di rete rispetto al resto dell’Europa.

Autore: Pierluigi Emmulo

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