ADSL a 2 megabit: copertura entro 2012 assicurata dal Governo. Ma la super rete non si farà.
Entro la fine del 2012 tutti gli italiani potranno connettersi a Internet a banda compresa tra 2 e 20 Mbps. Lo dice Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni. La NGN invece ha ancora tempi indefiniti.
Entro la fine del 2012, tutti gli italiani potranno connettersi a Internet a una velocità compresa tra 2 e 20 Mbps. Per estendere la banda larga su tutto il territorio italiano entro quella data occorrono 1.471 milioni di euro. Parola di Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni.
Nello specifico, si prevedono opere civili per 763,85 milioni, la fornitura di software e hardware per 617,66 milioni e attività di progettazione del valore di 89,81 milioni. Ottocento milioni di euro sono già inseriti nel disegno di legge sullo sviluppo e di riforma del processo civile licenziato dal Senato il 26 maggio scorso. Le risorse provengono principalmente dai fondi FAS per le aree sottoutilizzate e vanno a integrare finanziamenti pubblici già stanziati per circa 264 milioni. Il governo conta anche di attingere ai fondi europei: 188 milioni di euro, di cui 94 comunitari e 94 della quota parte nazionale.
I fondi comunitari, precisa Romani, saranno investiti nelle aree rurali con problemi di sviluppo. Per arrivare alla cifra totale necessaria a superare l’emergenza digital divide, però, servono almeno 210 milioni di euro da parte dei privati. La NGN, invece, rimane ancora un progetto a medio o lungo termine. Occorrono circa 10 miliardi di euro per digitalizzare il paese in fibra ottica e, spiega ancora Romani, è inevitabile intervenire su Telecom, che, però, deve rimanere un’azienda italiana. Lo scorporo, cui Telecom è contraria, resta al momento nel campo delle ipotesi.
Sul progetto annunciato da Romani si registra l’intervento della Lega. Secondo il deputato del Carroccio Crosio, il governo sembra proporre l’adeguamento della vecchia rete in rame di Telecom, con il rischio di agevolare solo l’ex incumbent e di compromettere la concorrenza.
Autore: Pierluigi Emmulo
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