ACTA: legge mondiale contro P2P e file piratati. Le regole e indiscrezioni trapelate finora.

Emergono nuove indiscrezioni sulla bozza di documento di ACTA: sanzioni agli ISP che non attuano strategie anti-pirateria digitale.

Redazione 

Nuove indiscrezioni su ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), la proposta di accordo multilaterale promossa nel 2007 da Stati Uniti, Unione Europea, Svizzera e Giappone e a cui hanno aderito altri paesi di tutto il mondo. Una proposta, ricordiamo, volta a tutelare il diritto d’autore su Internet e a contrastare il fenomeno della pirateria digitale.

Secondo quanto emerso in Rete nelle ultime ore, l’ultima bozza del documento che viene discusso in gran segreto prevede il coinvolgimento degli Internet Service Provider: gli ISP potrebbero essere perseguiti in sede civile in relazione ai contenuti scambiati on line dagli utenti abbonati ai loro servizi di connettività. Per non subire sanzioni, i fornitori di connettività dovrebbero trovarsi nella condizione di dimostrare di aver attuato strategie operative mirate a impedire la violazione del copyright da parte degli utenti.

Gli Internet Service Provider, inoltre, sarebbero chiamati a intervenire non solo proattivamente, ma anche a posteriori: per gli utenti colti a veicolare, condividere e scaricare contenuti digitali tutelati dal diritto d’autore dovrebbe scattare il blocco dell’accesso alla Rete, una misura mutuata dalla cosiddetta Dottrina Sarkozy.

A spingere verso la politica dei tre avvisi all’interno di ACTA non sembra, però, essere l’Unione Europea: le indiscrezioni vogliono, infatti, l’UE contraria alla strategia adottata in Francia. L’Unione Europea, inoltre, si opporrebbe anche alla volontà di introdurre a livello mondiale il Digital Millennium Copyright Act, come richiesto, invece, dagli Stati Uniti d’America.

Autore: Andrea Galassi

Ultimi articoli correlati:

Commenta La Notizia!