Acta firmata da Unione Europea: commenti su nuova legge contro P2P e pirateria

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Pieno sostegno alla firma della UE arriva dalla Federazione Industria Musicale Italiana. Numerose le associazioni che si battono per la difesa dei diritti civili che si scagliano contro il trattato anti-contraffazione.

Andrea Galassi 

Alla UE piace ACTA. L’Unione Europea, infatti, ha firmato il trattato Anti-Counterfeiting Trade Agreement, un accordo multilaterale che si propone di rafforzare la tutela della proprietà intellettuale e di contrastare la contraffazione di prodotti e la pirateria digitale. Tra i Paesi firmatari, gli USA, il Canada, il Giappone, la Corea del Sud.

Pieno appoggio ad ACTA è stato da tempo assicurato dai principali sponsor del trattato: Stati Uniti d’America, industria dei contenuti (major discografiche e cinematografiche), alcuni big dell’industria hardware (Sony e Intel, per esempio), le multinazionali farmaceutiche e alimentari (Pfizer, GlaxoSmithKline, Monsanto, per esempio). A favore di ACTA, in Italia, si schiera anche FIMI, la Federazione Industria Musicale Italiana, aderente a Confindustria e IFPI (Federazione Industria Fonografica Internazionale). Secondo Enzo Mazza, presidente di FIMI, il trattato ACTA non introduce alcuna normativa repressiva nella UE, e si limita ad armonizzare a livello globale il contrasto alla pirateria commerciale. Con ACTA, prosegue Mazza, sarà più facile colpire realtà criminali come Megaupload o le organizzazioni camorristiche che commerciano prodotti contraffatti. Mazza, dunque, si inserisce sposando appieno le ragioni manifestate dalla Unione Europea in merito all’adesione ad ACTA.

Contro il trattato siglato dalla UE, tuttavia, si schierano numerose associazioni di attivisti digitali e dei diritti civili. Tra queste, Agorà Digitale, che ha promosso una petizione e che invita alla mobilitazione. L’associazione radicale ha anche prodotto un video in cui si esplicitano i motivi della contrarietà ad ACTA.

Preoccupazione è stata espressa anche Oltralpe, dall’associazione La Quadrature du Net, in merito alle conseguenze che il trattato determinerà sul piano della libertà di espressione, dell’accesso ai farmaci, alla cultura, alla conoscenza. In Polonia, numerosi attivisti sono scesi in piazza per protestare contro ACTA. E sembra, anche se non mancano smentite, che Anonymous abbia già sferrato un attacco contro Facebook proprio per manifestare la propria contrarietà all’accordo.

ACTA è criticata anche da Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie, in quanto il trattato prevede che «i titolari dei diritti possano ottenere dai provider i nominativi di chi sta violando i loro diritti, senza passare per l’Autorità giudiziaria». ACTA, inoltre, prosegue Sarzana, prevede «che i titolari dei diritti possano imporre agli intermediari di non utilizzare strumenti, di per sé assolutamente leciti, ma che siano in grado di eludere i sistemi di protezione dei diritti di proprietà intellettuale».

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