Siti anti-spamming attaccati pesantemente per non far funzionare i relativi servizi

Da oltre due settimane, infatti, le principali risorse web specializzate nella lotta ai cyber-criminali starebbero subendo una serie ripetuta di attacchi di tipo Distributed Denial of Services

Anti-Phishing 

Vita dura per gli anti-phisher. Da oltre due settimane, infatti, le principali risorse web specializzate nella lotta ai cyber-criminali starebbero subendo una serie ripetuta di attacchi di tipo Distributed Denial of Services.
 

 Così riferisce un recente articolo apparso su Zeus News. Il primo attacco sarebbe partito è stato sferrato lo scorso 29 agosto, quando diversi accaniti anonimi avrebbero tentato di paralizzare il lavoro di CastleCops, portale che invia le informazioni sui siti di phishing a cinquanta diverse organizzazioni di pubblica sicurezza in tutto il mondo.
 
 Gli attacchi sarebbero stati perpetrati utilizzando una rete di computer zombie, spedendo una notevole mole di dati spazzatura sul server di CastleCops provocandogli sovraccarico e conseguente blackout temporaneo. Morale: sito rimasto inaccessibile per ore. Ora CastleCops ha ripreso a funzionare. Ma gli attacchi continuano: siti anti-phishing e anti-spam come 419eater, FraudWatchers, Scam, ScamFraudAlert, aa491 e ScamWarners sono sotto il tiro dei cyber molestatori e molti di questi ancora oggi ancora offline.
 
 Un certo panico sembra inziare a serpeggiare fra gli esperti di sicurezza informatica come il fondatore di CastleCops Paul Laudanski che, secondo quanto riporta l’articolo, non riescono ancora a dare una spiegazione univoca a questi attacchi. Secondo il giornalista “si presume che dietro ci sia lo stesso team che ha creato il trojan Storm Worm.
 
 Questo worm, apparso sul web all'inizio dell'annno, si diffonde principalmente attraverso gli allegati email: una volta installatosi, scarica nel Pc altro malware e lo trasforma in un computer zombie, che a sua volta diffonde spam e malware all'insaputa dell'utente”.
 
 Gli spammer avrebbero utilizzato per i loro attacchi la nota piattaforma Blogger.com, di proprietà di Google, dalla quale sarebbero partiti numerosi attacchi spam grazie a blog appositamente creati. Ma anche altre piattaforme per la creazioni di blog non sono immuni da questo fenomeno. Anche diversi post su Youtube contengono dei link che punta su siti maligni che portano all’installazione di virus e malware nei Pc degli utenti.
 
 Non è ancora chiaro come i malintenzionati siano riusciti a superare i controlli di Blogger. “L'ipotesi più verosimile” afferma l’interessante articolo “è quella di sfruttamento del posting email, un servizio offerto dalla stessa Google ai propri utenti, che permette di aggiornare il proprio blog anche attraverso un messaggio di posta elettronica”.
 
 Ad ogni modo l’articolo conclude con una nota positiva, almeno per i colori patrii, ricordando come non si abbia comunque notizia di attacco ai blog italiani residenti sulla piattaforma. E, per quanto ci riguarda, ci sentiamo di confermare, per ora, questo stato di fatto.

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