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Record distanza per trasmissione dati: 300 Km, battuti sia Wimax che Wifi dal Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino ha annunciato la costruzione del primo ponte WiFi dal raggio di 300 chilometri di distanza. E' un risultato eccezionale, ottenuto a costo zero. La velocità ottenuta è stata di 20 megabit

a cura della Redazione
 
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Il Laboratorio Ixem del Politecnico di Torino ha annunciato la costruzione del primo ponte WiFi dal raggio di 300 chilometri di distanza.

E' un risultato eccezionale considerando che attualmente le normali schede WiFi trasmettono fino a circa 220 metri, mentre i sistemi WiMax attuali, considerati all’avanguardia, raggiungono i 40Km.

"E' una sorta di gara autogestita fra le università e i laboratori attrezzati per lo studio e la progettazione degli impianti wireless", spiega il porfessore Daniele Trinchero, capo del progetto. "Non c'è una giuria che valuta il nostro lavoro o che dia dei punteggi".

Il costo dell'operazione? Zero!

La gara tra atenei infatti non prevedeva investimenti. Per effettuare lìimprese è bastato utilizzare un vecchio PC 386 con un sistema operativo opensource Linux modificato e adattato dai ragazzi del Politecnico di Torino.

"Quello che ci interessava - spiega Trinchero - era dimostrare cosa era possibile fare utilizzando tecnologia cosidetta povera".

Il progetto è tutto stato autofinanziato all'interno del mio laboratorio. Si dice tanto che la ricerca non ha fondi, e quindi noi, per una volta, i fondi ce li siamo inventati.

Tutto il sistema è stato creato con l'idea del basso costo in mente. Siamo convinti che per battere il digital divide, ovvero i ritardi di sviluppo economico dei paesi con un basso sviluppo informatico, l'unico modo sia usare tecnologie a costi contenuti. Soprattutto nell'ambito delle comunicazioni. Che dovrebbero essere per definizione 'di massa', ovvero alla portata di tutti".

"Abbiamo collegato Capanna Margherita, il rifugio più alto d'Europa, a 4556 m di altezza, con Pian Cavallaro, sull'Appennino Tosco-Emiliano, a 295 chilometri di distanza - dice Trinchero - offrendo una velocità stabile di 20 megabit al secondo. La rete di collegamento è stata da subito utilizzata per rendere disponibile la connettività internet a banda larga agli ospiti del Rifugio e per l'installazione di una webcam che ogni 15 secondi trasmette immagini ad alta risoluzione sul sito web del laboratorio iXem del Politecnico di Torino. E questa estate puntiamo a trasmettere anche a 340 chilometri".

Lo scopo della ricerca è quello di creare uno strumento a basso costo che possa annullare al digital divide nei paesi in via di sviluppo. "Siamo attivi da anni sul fronte della lotta contro il digital divide e lo sviluppo di tecnologia a basso costo per l'informatizzazione del territorio. I risultati ottenuti aprono interessanti scenari di applicazione per la riduzione del divario digitale tra i paesi industrializzati e i paesi del terzo mondo. Nei paesi occidentali non si pone il problema di trasmettere a così grande distanza. Esistono delle reti di trasmissioni dati via cavo che svolgono ottimamente il lavoro. Ma in molti Stati dell'Africa e del Sud America, i 20mila euro a chilometro necessari per costruire reti del genere non sono una spesa sostenibile. La nostra soluzione, invece, ha un costo molto contenuto. Abbiamo attrezzato dei vecchi computer dismessi con schede di trasmissione e li abbiamo fatti girare con una versione "ad hoc" di Linux, scaricabile gratuitamente. Lavorano con potenza bassissima (-2 dBm), trascurabile rispetto a quella di un comune telefono cellulare, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed internazionale. Li abbiamo collegati a delle antenne direzionali e siamo riusciti a spedire a 300 km di distanza non solo internet, ma anche servizi di telefonia Voip e di videoconferenze".

Categoria: Telefonia
Pubblicato il 27/05/2007
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