Pupillo, una videocamera UMTS
Si chiama Pupillo ed è la prima videocamera al mondo attivabile a distanza attraverso una semplice videochiamata
Si chiama Pupillo ed è la prima videocamera al mondo attivabile a distanza attraverso una semplice videochiamata. Lo ha presentato ieri 3, il primo operatore a lanciare l’UMTS in Italia nel marzo 2003, e sarà disponibile dalla prossima settimana in tutti i negozi 3 o nella sezione shop del sito www.tre.it al prezzo di 149 euro, IVA inclusa.
Ma cosa è e a cosa serve? Si tratta di una telecamera orientabile, di dimensioni ridottissime (80 x 93,5 x 121,3 mm per 245 grammi di peso) dotata di un numero UMTS con prefisso 178 che può essere videochiamata solo da 5 numeri di 3 Italia e trasmette sul display del videofonino chiamante suoni e immagini che capta nel suo raggio d’azione.
Semplice e intuitivo da usare, funziona senza alcun intervento di installazione, né collegamenti a un computer, Pupillo funziona con la normale alimentazione elettrica o a batteria (ricaricabile) che assicura un’autonomia di 4 ore in videochiamata, 3 ore in visione notturna e 300 ore in stand-by. Basta posizionarlo su un mobile o appenderlo al soffitto o a una parete tramite un’apposita staffa e Pupillo è pronto e entrare in funzione, tenendo d’occhio la stanza dei bambini, la casa dei nonni, il negozio, l’auto parcheggiata nel box, la barca ormeggiata al molo o la seconda casa.
Per rispetto della privacy quando entra in funzione emette un bip di richiamo e può essere disattivato semplicemente ruotando l’obiettivo e, in più, è dotato di un codice segreto, un PIN a 4 cifre da digitare a chiamata avviata: è l’unico modo per accedere a quanto Pupillo vede e sente. E per maggiore sicurezza soltanto 5 numeri possono essere autorizzati a utilizzare il PIN, in modo da evitare usi indebiti.
Infine i costi: la videochiamata a Pupillo ha una tariffa unica, a prescindere dal proprio piano tariffario: 15 centesimi di euro alla risposta e 45 centesimi per ogni scatto da un minuto.
- Articolo precedente Lavoratori, gli uomini diffondono lo spyware più delle donne
- Articolo successivo Cellulare e tumori: nessuna relazione