Pubblicità online: il 14% del pay per click è falso con una perdita di 1,3 miliardi di dollari
Secondo una recente ricerca il 14% dellla pubblicità basata sul pay per click, compresa quello sui motori di ricerca, è fraudolenta, basata su click falsi.
Il 14% dellla pubblicità basata sul pay per click, compresa quello sui motori di ricerca, è fraudolenta, basata su click falsi.
E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Outsell ( http://www.outsellinc.com/ ) che afferma che il valore totale economico dei click falsi è ben 1,3 miliardi di dollari.
Questi dati non meravigliano affatto in quanto sia Google che Yahoo hanno sempre risposto che il problema esiste e hanno già risarcito numerosi clienti offrendo denaro oppure ulteriore pubblicità in risarcimento.
Negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Germania dove la spesa pubblicitaria è maggiore e il costo per click, vista la grande richiesta, è molto più elevato di quello italiano infuriano le polemiche e si richiede un intervento deciso da parte dei siti editori, dei motori di ricerca e delle altre parti coinvolte per darsi regole comuni sia per quanto riguarda i risarcimenti, sia per controllare ed evitare meglio i click falsi.
Le grandi big company, Yahoo, Google e Microsoft, tendono a minimizzare l'impatto dei click falsi, sostenendo che riescono a gestire al meglio ogni singola situazione e che hanno sistemi piuttosto evoluti di controllo per evitare le frodi basate sui click.
Ma alcuni commentatori non si dicono affatto convinti e sostengono le proprie ragioni portando ad esempio che Google sta sviluppando un sistema pubblicitario alternativo di Pay Per Selling o Pay per Action ( http://www.webmasterpoint.org/news/Pay-per-Action-e-Pay-per-Selling-le-nuove-modalit-pubblicitarie-che-Google-sta-sperimentando_p23240.html ) e che Yahoo ha patteggiato con un tribunale americano 5 miliardi di dollari contro una causa legale per click-fraud ( http://www.webmasterpoint.org/news/Click-falsi-Yahoo-patteggia-con-il-tribunale-federale-americano-per-5-milioni-di-dollari_p23470.html )
In realtà Google come molti editori e agenzie pubblicitarie sta cercando di convincere le aziende che spendono in pubblicità di passare al CPM ( cost per impressions ) pagando per la singola visualizzazione di un banner.
In Italia, questa possibilità, è stata lanciata da Google alla fine della scorsa settimana:
http://www.webmasterpoint.org/news/Google-Italia-lancia-la-pubblicit-con-banner-e-video-banner-pagata-in-pay-per-impressions_p23528.html
Per approfondire il discorso dei vari sistemi di pubblicità vi invitiamo a leggere questo interessanti articoli:
- La pubblicità su Internet va verso il pay per impressions e il pay per click. Sarà sempre più in calo il pay per selling:
http://www.businessonline.it/6/StrategieeManagement/1250/pay-per-click-pay-per-impressions-pay-per-selling-01062006.html
- Google Pay Per Action non sarà mai accettato dagli editori e webmaster. Troppi gli svantaggi
http://www.businessonline.it/4/E-business/1276/Google-Pay-Per-Action-svantaggi.html
- Articolo precedente Le centraline di Formula 1 saranno gestite da Microsoft. Magneti Marelli perde la gara di appalto.
- Articolo successivo Anti-ipod Microsoft: canzoni gratuite se già scaricate da Itunes secondo una indiscrezione