La pirateria del software in Italia dilaga che è seconda in Europa per questo triste primato
L’impatto negativo della pirateria informatica sull’intero Sistema Paese è un fenomeno ormai consolidato: con un tasso di pirateria del software del 50% l’Italia si attesta infatti al secondo posto nella classifica dei Paesi Europei
Uno studio elaborato da IDC nel 2003 stima che se il nostro Paese riuscisse a ridurre di 10 punti percentuali il tasso di pirateria, i vantaggi sarebbero notevoli: una crescita economica di oltre 8 miliardi di euro, un aumento del fatturato per l’industria IT locale di oltre 6 miliardi di euro, più di 17.000 nuovi posti di lavoro e un incremento del gettito fiscale pari a 2 miliardi di euro.
La pirateria informatica è un fenomeno grave: a causa dei comportamenti illeciti, infatti, l’intero ecosistema IT italiano, composto da oltre 35 mila aziende, fatica a crescere.
Tale situazione si traduce in fenomeni tipici del settore IT del nostro Paese, tra cui il microdimensionamento aziendale, l’elevata mortalità imprenditoriale e lo scarso contributo del settore a livello macroeconomico”, ha dichiarato David Moscato, Direttore Divisione PMI e Partner di Microsoft Italia, annunciando che da un paio di giorni è partita una campagna di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno dilagante in Italia.
Del resto i numeri non sono una sorpresa. Già altre ricerche (del maggio scorso) avevano evidenziato una degenerazione del sistema. Sarebbe però necessario talvolta soffermarsi sulle motivazioni di un malcostume così spinto. Uno fra tutti: il costo del software, talvolta difficilmente giustificabile.
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