I chip Rfid arrivano da installare nei denti dal dentista
Con un semplice lettore RFID connesso al PC il dentista riesce a identificare sul paziente il codice del manufatto, data di fabbricazione, lotto, ed eventualmente, tutte le altre informazioni storiche contenute nel chip stesso.
Sono già numerose le sperimentazioni e le applicazioni di sistemi RFID in ambito sanitario. Al 49° Congresso Amici di Brugg a Rimini Intermedia ne presenterà un'altra in esclusiva nazionale, la prima protesi dentaria italiana con chip RFID integrato. Con un semplice lettore RFID connesso al PC il dentista riesce a identificare sul paziente il codice del manufatto, data di fabbricazione, lotto, ed eventualmente, tutte le altre informazioni storiche contenute nel chip stesso.
In Italia è in vigore il D.lgs. 46/97 (Direttiva CEE 93/42) e la C.M. DPS/16.AG./1772, concernente i dispositivi medici su misura, dove viene definito che la protesi dentale deve soddisfare i requisiti essenziali di progettazione e fabbricazione in modo da garantire una elevata sicurezza e protezione dei pazienti.
Il fabbricante odontotecnico deve tra l’altro garantire l’idoneità, l’identificazione e la rintracciabilità dei materiali costituenti le protesi. Deve monitorare e correggere continuamente i propri prodotti, valutare i propri fornitori al fine di garantire qualità ed affidabilità dei prodotti usati nel proprio lavoro ed informare l’autorità competente di incidenti verificatisi dopo l’immissione in commercio.
La rintracciabilità è la capacità di risalire all’origine dei materiali e componenti, alla storia del processo di lavorazione e all’ubicazione del manufatto protesico dopo la consegna.
La necessità è legata alla responsabilità del fabbricante essenzialmente per i seguenti motivi:s
- e si riscontra che un materiale o un componente presenta un rischio per la sicurezza e la salute, o comunque un difetto significativo, la conoscenza di dove è stato impiegato e l’ubicazione dopo la consegna consente di effettuare sollecitamente il ritiro dal mercato;
- e il manufatto protesico ha causato un danno a causa di una componente acquistata difettosa, conoscere la storia del materiale approvvigionato consente di dimostrare la minore responsabilità del produttore finale.
La possibilità di identificare univocamente un manufatto protesico (ad esempio una dentiera) è oggi possibile integrando al suo interno un chip RFID.
In questo modo viene garantita la tracciabilità e la rintracciabilità a norma di legge, non solo identificando esattamente il manufatto ma inserendo anche all’interno del chip le informazioni riguardanti la storia, il suo ciclo di vita , gli elementi che lo compongono e relativi lotti.
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