Google invita tutti gli utenti Internet di sottoscrivere gli appelli online in favore Net Neutrality

Avevamo già parlato della Net Neutrality, ovvero il principio su cui si è basta finora la Rete Internet di trattare tutti i dati contenenti qualsiasi contenuto nello stesso modo garantendo la stessa qualità e velocità di trasmissione.

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Avevamo già parlato della Net Neutrality, ovvero il principio su cui si è basta finora la Rete Internet di trattare tutti i dati contenenti qualsiasi contenuto nello stesso modo garantendo la stessa qualità e velocità di trasmissione.

Ma,  a causa di fenomeni come il P2P, ma sopratutto del futuro business dell'IPTV e dei contenuti trasmessi online, diverse società di telecomunicazione in USA hanno proposto di abolire di fatto il principio della Net Neutrality garantendo delle linee diverse, di diversa qualità e velocità, a seconda dei dati e contenuti trasmessi.

Si verrebbero a creare così diverse Internet, di diversa velocità e di differente possibilità di fruizione.

Ad esempio i contenuti generati da grandi siti o da piattaforme online di trasmissioni TV potrebbero appoggiarsi, potendole pagare, su linee estramamente performanti a discapito, per esempio, dei contenuti creati dagli utenti della Rete, come i blog o portali verticali minori.

E proprio riguardo il principio Net Neutrality in questi giorni e nelle prossime settimane si dovrà esprimere il Congresso Usa.

E a favore del mantenimento di tale principio è sceso in campo perfino Google, con il suo amministratore delegato, Eric Schmidt.

Schmidt, CEO di Google, ha pubblicato, infatti, una lettera aperta a tutti gli utenti Google incitandoli ad una presa di posizione sul problema della "net neutrality", uscito allo scoperto recentemente per via di una proposta di emendamento alla bozza di riforma federale delle telecomunicazioni negli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti, Congresso e carrier chiedono tuttavia corsie preferenziali per la banda larga, per favorire il traffico "pagante", mentre aziende Internet, associazioni e utenti puntano a salvaguardare il principio di neutralità e gli interessi dei consumatori.

Oggi la "net neutrality" è minacciata. Nonostante la proposta di emendamento sia stata respinta con netta maggioranza, l'iter legislativo prosegue e nei prossimi giorni l'House of Representatives si esprimerà in merito. Questa sentenza e il successivo voto del Senato, potrebbero concedere ai provider la libertà di progettare i propri network come meglio credono dando priorità a certi tipi di traffico, come per esempio lo streaming video. Una priorità che, secondo i sostenitori della riforma, tra cui i provider "telco" e del via cavo, come AT&T, Verizon e Comcast, è necessaria per rendere tali servizi "economicamente sostenibili".

Molte delle principali società internet, come Google, così come esperti del calibro di Vint Cerf o Tim Berners-Lee, il papà del Web, e recentemente anche alcuni famosi artisti, sono stati i protagonisti di un dibattito pubblico volto a preservare invece quella che viene definita come la libertà fondamentale della Rete.

A supporto di "una legislazione non discriminatoria e a tutela delle decine di milioni d'utenti Internet", si sono schierati nomi quali Amazon, eBay, Google, Microsoft e Yahoo!, che hanno sostenuto la necessità di mantenere aperte l'innovazione e la competizione tipica del settore. Il pericolo è quello di una Rete a due velocità, basata "sui favoritismi e progettata per dare la possibilità a certi servizi di avere enormi vantaggi rispetto ad altri".

Potendo bloccare qualsiasi contenuto che "interferisca con la qualità del servizio", i provider potrebbero non soltanto bloccare fenomeni come spam o virus, ma anche lo scambio di grossi file e l'accesso alle reti peer-to-peer, obbedendo così alle forti pressioni di Hollywood che non vede l'ora di limitare tali servizi, ingiustamente spesso identificati col fenomeno della pirateria. Estesa a livello globale tale normativa alimenterebbe inoltre note pratiche repressive, come per il recente caso Cina/Google.

Schmidt afferma: "Oggi Internet è una autostrada per le informazioni, a cui tutti, non importa se siano grandi, piccoli, tradizionali o non convenzionali, hanno uguale accesso. Ma i grandi monopoli telefonici e via cavo, che controllano in pratica tutto l'accesso Internet, vogliono avere il potere di decidere a chi dare accesso preferenziale ed a quali contenuti dare maggiore visibilità, vogliono creare un sistema a due marce e bloccare l'accesso a coloro che non possono pagare".

Nel frattempo si stanno dando da fare anche associazioni quali Free Press, Common Cause, Consumers Union e soprattutto quelle più attive nell'ambito dei cyber-right, come Public Knowledge che ha stilato un White Paper in cui si ribadiscono i principi-base dell'intera questione.

Google invita i suoi utenti a firmare le petizioni online preparate da ItsOurNet e SaveTheInternet.com

Link alla petizioni più importanti che Google invita a sottoscrivere:
1) http://www.itsournet.org/contactcongress
2) http://action.freepress.net/campaign/savethenet

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