Chattare potrebbe diventare un reato non solo per pedofilia. Problemi nella proposta di legge.

La proposta di legge contro l'adescamento in chat su pc o cellulare all'interno del pacchetto di sicurezza inserita contro la pedofilia è così generalizzata che potrebbe creare gravi problemi anche al semplice scambio di messaggi tra giovani

Redazione 

Dopo il disegno di legge sull'editoria che faceva rienterare i blog e siti web all'interno della categoria dei giornali tradizionali con gli stessi doveri ( e quasi nessun diritto ) e che aveva causato un putiferio e una brutta figura al Governo, adesso un' altra proposta di legge potrebbe innescare ulteriori polemiche e problemi.

Apriamo una parantesi: nonostante le modifiche apportate al diesgno di legge Levi-Prodi sull'editoria permangono nella stessa legge diversi gravi problemi per blog e siti web e la faccenda non è ancora del tutto conclusa come spiegamo in qusto dettagliato articolo:
Blog e siti web: nonostante il comma aggiuntivo all'articolo 7 del DDL Levi-Prodi sull'editoria permangono gravi problemi per distinguere siti personali da quelli con scopo di lucro e le responsabilità penali e civili per chi scrive

Chiusa la doverosa parentesi, affrontiamo un altro problema spinoso: il pacchetto di sicurezza che il Governo sta discutendo proposto da Mastella e Giuliano Amato.

La scorsa settimana si era applaudita la norma che per reati di pedofilia perpetrati con l'uso di chat ( adescamento ad esempio ) portava ad una pena di 3 anni. Adescamento che poteva avvenire sia su pc che su cellulare, sia sulle normali chat che instant massenger o via sms.

Il problema è che il testo della legge, una volta letto, risulta essere troppo generalista, così allargato che potrebbe creare non pochi problemi in quanto vi si dice che un maggiorenne che intrattenga una relazione  allo "scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni sedici" per "ottenerne la fiducia" può essere considerato colpevole.

La norma di legge è simile a quella già presente in altre nazioni come Usa e Gran Bretagna dove Internet è più sviluppato, ma in nessuna di esse vi è la parola "sedurre"

Perchè a questo punto si aprono scenari che potrebbero creare porblemi come alcuni politici ( e non solo esperti di internet ) hanno commentato.

Perchè sedurre non significa voler abusare e soprattutto nel nostro ordinamento giuridico si consente di avere una vita sessuale "libera" già ai 14enni.

Quindi, facciamo un esempio ( che potrebbe accadere con una certa frequenza anche nella realtà e non è assolutamente campato in aria per chi conosce il mondo giovanile e delle chat ): se un giovane di 18 anni "seduce" via chat una ragazza di 17 o 16 anni,cosa che accade anche normalmente nella realtà ( per esempio a scuola ) potrebbe venire perseguitato per legge anche se non avesse nessuna intenzione criminosa.

Il pacchetto sicurezza, con questa norma asolutamente non chiara e che potrebbe dare numerosi falsi problemi a livello giudiziario, dovrebbe essere approvato tra due giorni, ovvero il 30 ottobre.

Speriamo che venga apportato un comma risulutivo, perchè se è vero che la pedofilia ( fenomeno che c'è sempre stato ma che con Internet, purtroppo, ha un nuovo potente strumento di addescamento ) deve essere colpita duramente e che probabilmente i tre anni di carcere ( visto che fino a 3 anni la detenzione non si sconta in carcere ) sono ancora troppo pochi, bisogna fare leggi di buon senso.

E non mi stancherò mai di ripetere, le leggi per regolamentare Internet devono essere chiare e precise in un un mondo come quello quello della Rete ancora poco conosciuto da politici e giudici e in continuo naturale sviluppo.

Autore: Marcello Tansini

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