Approvato il Decreto Urbani. Pene e multe per lo scambio files.
Il decreto Urbani è passato ieri mattina al Senato dando una stretta allo scambio files su Internet riservando pesanti multe e addirritura la galera anche per gli utenti privati trovati scambiarsi files pirata online.
Il decreto Urbani è passato ieri mattina al Senato dando una stretta allo scambio files su Internet riservando pesanti multe e addirritura la galera anche per gli utenti privati trovati scambiarsi files pirata online.
Mentre fuori sulla piazza si sono raccolti alcuni manifestanti intervenuti da tutte le regioni italiane (ad essere sinceri...abbastanza scarsina la partecipazione. Solo 40-50 persone. Per vederne le immaginii http://tommaso.typepad.com/photos/esperimento_caravita/ ), all'interno dell'aula si è tenuto un vivace dibattito.
Durante la mattinata, dopo aver preso la parola, il senatore dei verdi, leader del movimento online contro il decreto Urbani, negli 8 minuti che gli sono stati messi a disposizione, ha riassunto i 750 emendamenti proposti affermando che la materia di Internet è delicata ed importantissima e va conosciuta e studiata prima di emanare leggi su di essa.
Cortiana ha, inoltre, affermato che il dialogo con gli utenti ed esperti in materia è fondamentale per poter prendere le migliori decisioni per il futuro di Internet stessa in Italia. E infine, ha ricordato, che il decreto Urbani è in evidente contrasto con la direttiva europea sulla proprietà intellettuale. Non solo il senatore Cortiana è intervenuto in favore di una revisione del decreto, ma anche il senatore Modica dei Ds, ha chiesto un revisione della proposta di legge, affermando che un argomento delicato come quello di Internet e della proprietà intellettuale va discusso a lungo e approfonditamente prima di prendere decisioni avventate.
In conclusione del dibattito della mattina, è intervenuto l'onorevole Urbani in difesa del decreto legge da lui proposto, mettendo in evidenza che si tratta di una proposta di legge pionieristica in Europa e ha definito solo 'pagliuzze' la norme contro gli utenti privati individuati a scambiarsi files pirata ( ricordiamo che tra la altre sanzioni c'è la possibilità di reclusione e di una sanzione penale, oltre che civile ).
Ma il vero colpo di scena è avvenuto nel pomeriggio quando l'onorevole Cortiana ha cancellato i 750 emendamenti che aveva preparato con numerosi esperti internet per contrastare il decreto. Si è passati così alla votazione, che con l'astensione dei Ds, ha visto approvare il decreto legge proposto da Urbani.
Inutile dire la sorpresa dei presenti e degli utenti internet alla notizia della decisione di dietrofront di Cortiana, che è stato il leader della protesta online in queste ultime settimane. La spiegazione della decisione del senatore dei verdi è giunta, però, in serata. In un incontro personale con il Ministro Urbani, come comunque lo stesso ministro aveva anche dichiarato durante il suo discorso in Senato, il ministro dei beni culturali si è impegnato a modificare velocemente ( si dice, già, entro martedì prossimo ) il decreto, prendendo in considerazione le riflessioni e le critiche degli utenti internet.
In primis, come affermato anche al Corriere della Sera, il ministro Urbani ha promesso di modificare il decreto dove si prevedono multe e sanzioni penali per lo scambio di files pirata distinguendo la pirateria per uso personale da quello per scopo di lucro, che deve essere giustamente perseguitata.
C'è da dire che non si sa ancora come sarà modificato tale legge nei singoli particolari e se ci sarà un annullamento totale o parziali delle sanzioni. Inoltre, occorre ricordare che nulla è stato detto sull' eliminazione del bollino Siae per i contenuti pubblicati su Internet e riguardo le tasse su Dvd e masterizzatori.
Il ministro modificherà anche quelli o rimarranno creando indubbiamente gravi problemi per le industrie hardware sul mercato italiano e per la stessa rete Internet ? Numerosi utenti sui newsgroups e forum accusano Cortiana di essere un 'traditore' e di non aver saputo trattare con il ministro.
Altri, invece, sostengono che Cortiana ha fatto tutto il possibile e che è riuscito a costringere al dialogo il ministro Urbani. Il senatore dei Verdi ha voluto precisare la sua posizione, le sue idee, le sue finalità affermando che ' Ora invito tutti quelli che hanno costruito questa battaglia insieme a noi a continuare a fare pressioni sul Governo perche' rispetti gli impegni presi: impegniamo il Governo a rispettare gli impegni. Sarà il titolo della campagna che lanceremo da domani perché il Ministro faccia presto - ha detto Cortiana - : neanche un utente deve subire indagini per un marchiano errore del Governo e della Maggioranza. Abbiamo vinto una tappa, ora vogliamo vincere la corsa contro l'ignoranza sui temi di internet e della Società dell'Informazione, nella speranza che i Ministri smettano di decretare su materie delicate come questa, ma consentano di acquisire le conoscenze necessarie per un dibattito consapevole.'
Ed è proprio questo il punto della questione, molto semplice ed immediato: se il Ministro modificherà velocemente il decreto, Cortiana e il popolo della rete avrà vinto, altrimenti sarà davvero una pesante sconfitta con l'aggravante di un tradimento. Alcune considerazioni finali.
Parlandoci chiaramente il decreto Urbani è una questione di lobby di potere. Per il momento hanno pesato quelle del cinema e della musica ( che tra l' altro dal decreto hanno ottenuti importanti finanziamenti ), ma subentreranno presto, secondo me, le big company telefoniche, in primis Telecom che hanno investito fortemente sulla diffusione dell' Adsl in Italia. E senza poter scambiare mp3 e divx, i collegamenti veloci, almeno per i privati, non avrebbero alcun senso. Si arriverà, dunque, ad un compromesso.
Ben più problematica mi sembra la questione delle tasse sui supporti magnetici e sui masterizzatori, dei brevetti e della Siae. Un ultima cosa: come giustamente fatto notare da Zeusnews ( http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=3096&numero=999 ) c'è stato un inquietante silenzio stampa su tutta la vicenda. Come mai nessun giornale, nessuna Tv ne ha parlato? Ma di Internet in Italia non gliene importa niente a nessuno ?
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