Posti di lavoro informatica in Italia: 6000 nuovi occupati se la pirateria diminuisse del 10%

Business Software Alliance ha sponsorizzato un’analisi condotta da IDC su quali potrebbero essere i benefici di cui godrebbe il comparto IT se la pirateria informatica diminuisse.

Redazione 

Business Software Alliance ha sponsorizzato un’analisi condotta da IDC (International Data Corporation) su quali potrebbero essere i benefici di cui godrebbe il comparto IT se la pirateria informatica diminuisse.

I risultati dello studio derivano da una valutazione condotta sui principali paesi mondiali e indicano in modo chiaro i margini di crescita che il settore avrebbe se la distribuzione illegale di software si riducesse del 10%.

Riferendosi all’Italia, lo studio stima che circa il 51% del software installato nei computer è illegale, ossia scaricato via Internet o copiato senza licenza, o ancora installato su più PC rispetto a quelli autorizzati dalla licenza. Sebbene rispetto al 2006 la pirateria informatica abbia segnato nel 2007 un calo di 2 punti, il nostro rimane il paese europeo più vessato dall’illegalità (peggio di noi solo la Grecia con una quota di pirateria del 64%).

Se questa situazione restasse così com’è, per il 2011 si può prevedere che il comparto darà occupazione a 240.000 lavoratori e sarà capace di generare un fatturato di 28 miliardi di euro corrispondente al 6% del PIL.

Nell’ipotesi in cui invece si riuscisse a ridurre di un 10% la pirateria in atto, si potrebbe avere un aumento di posti di lavoro pari a circa 6000 unità e un aumento del fatturato complessivo di 2,1 miliardi di euro.

Giovanni Kessler, Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, ha così commentato il problema delle installazioni illegali di software: «Pirateria e contraffazione vanno affrontate con la consapevolezza che non sono solo un furto ai danni delle società titolari di marchi e licenze ma anche un’azione diretta di evasione fiscale, un danno recato a tutta l’economia e a tutti i cittadini, un incentivo indiretto alla criminalità organizzata di natura mafiosa». Si tratta dunque di una battaglia che ha innanzi tutto connotati di carattere culturale.

Autore: Pierluigi Emmulo

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