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Speciale Windows 7 Speciale Windows 7

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Linux: Configurazione di uno ZIP drive parallelo
Tutti gli emulatori da utilizzare con linux
 
a cura di Linuxzine.it - Sito Web

Linux e' un sistema sicuro, ma se malgestito puo' essere piu' insicuro di molti altri (ogni riferimento a fatti, persone e cose e' puramente inevitabile). In questo tutorial vedremo come ovviare a questo problema, almeno per un pc casalingo, chiudendo le porte di sistema.

Il portscan

Prima di entrare in azione dobbiamo fare una scansione delle porte aperte. Per far cio' utilizzeremo nmap (uno dei piu' malefici ovviamente).
Il programma e' direttamente scaricabile dal sito della della casa madre. Una volta compilato e installato si puo' lanciare, da root, il comando:

nmap -sS 127.0.0.1

a seconda della distribuzione riceveremo una lista + o - lunga. Ecco quella base di una Slackware (la mia :-) ):

Port State Service
21/tcp open ftp
23/tcp open telnet
25/tcp open smtp
37/tcp open time
79/tcp open finger
80/tcp open http
110/tcp open pop-3
111/tcp open sunrpc
113/tcp open auth
143/tcp open imap2
513/tcp open login
514/tcp open shell
515/tcp open printer
587/tcp open submission
682/tcp open unknown
2049/tcp open nfs
1024/tcp open kdm
1025/tcp open listen
6000/tcp open X11

 

/etc/inetd.conf

Ora che abbiamo il risultato della scansione possiamo passare all'azione vera (fermi e' possibile che prendiate sempre tutto alla lettera non vi ho detto di buttare giu' la porta del vicino ma di chiudere quelle del vostro sistema).
Apriamo col nostro editor preferito (pico o altri) il file /etc/inetd.conf. Come possiamo vedere tutti i servizi non commentati, quelli senza il cancelletto, sono presenti nell'output di nmap. Per chiudere questi servizi e' necessario solo apporre un cancelletto (#) davanti a tali righe. Vi consiglio di chiuderli tutti e di riaprirli e poi richiuderli in caso di esperimenti. Salvate e uscite.
Per rendere effettive le modifiche dobbiamo riavviare il demone (processo che lavora spontaneamente in background per tutta la durata della sessione) inetd, per farlo useremo il semplice comando:

killall -HUP inetd

Viusto che molti altri servizi vengono avviati grazie ai file di avvio e' necessario rieseguire la scansione.
L'output dovrebbe essere simile al seguente:

Port       State       Service
25/tcp     open        smtp 
80/tcp     open        http
515/tcp    open        printer
587/tcp    open        submission
682/tcp    open        unknown
2049/tcp   open        nfs
1024/tcp   open        kdm
1025/tcp   open        listen
6000/tcp   open        X11        

 

I servizi avviati tramite init

Adesso possiamo solo giocare un po' con i file di avvio. In caso di distribuzioni come Redhat, Mandrake, Suse (dove i file di init sono illeggibili) utilizzeremo alcune utility grafiche (lo so che non e' nel mio stile ma i file di init sono troppo importanti e complessi per modificarli a mano). In Redhat possiamo ricorrere all'opzione System Services del programma di setup, in SuSe possiamo tranquillamente modificare a mano il file /etc/rc.config, nelle altre invece possiamo utilizzare il programma kinit (non ho smanettato troppo con Mandrake e Debian). Per distribuzioni meno grafiche come Slackware (dove i file di init sono leggibili) possiamo e dobbiamo modificarli direttamente a mano(/etc/rc.d/rc.M e /etc/rc.d/rc.inetd2). Quali lasciare? Eccovi una bella lista, in ordine sparso dei servizi, a voi la scelta:
  • bootpd: per l'avvio senza disco rigido (direi di eliminarlo);
  • fingerd: finger permette di ficcanasare riguardo agli utenti del sistema(da disabilitare ovviamente);
  • gopherd: gopher oramai in disuso (se presente da disabilitare);
  • ftpd: ftp (fuori tempo zero);
  • talkd: talk, chat in 2 (credo sia innocuo ma fidarsi e' bene non fidarsi e' meglio);
  • telnetd: telnet (sbarriamo la 23);
  • tftp: altra versione di ftp (stesso destino del fratello);
  • rshd, rlogind, rexecd: servizi di shell remota (da chiudere assolutamente);
  • nntpd: server usenet (close);
  • apmd: controlla le batterie del portatile (non apre porte ma disturba se non abbiamo un portatile);
  • xntpd: network time protocol (close);
  • portmap: portmapper indispensabile per nfsd e mountd (un programma poco sicuro);
  • nfs: Network File System, condivisione file (utile solo in caso di rete locale);
  • mountd: monta filesystem di rete (condivisi con nfs);
  • atd: avvia processi secondo orai da noi stabiliti;
  • named: per la gestione di server dei nomi (Server DNS);
  • linuxconf: per la configurazione remota (disabilitatelo tempo meno uno);
  • sendmail: Server SMTP (il programma piu' bacato del mondo quindi da disabilitare), indispensabile anche per leggere e spedire posta (quindi ogni volta che dovete utilizzare la posta elettronica dovete lanciare, da root, il comando: "/usr/sbin/sendmail -bd -q15m").
Per partire senza i servizi che abbiamo tolto dobbiamo riavviare (raramente ma succede anche qui).
Una volta di nuovo davanti alla shell lanciamo nmap. Se KDM e X sono aperti riceveremo un output simile al seguente, se abbiamo chiuso tutto ovviamente:

Port       State       Service
1024/tcp   open        kdm
1025/tcp   open        listen
6000/tcp   open        X11 
Possiamo dire di avere terminato. Il vostro sistema e' adesso a prova di bomba ma ricordatevi che gli hacker non si fermano certamente davanti a 2 porte chiuse (aiuto mi hackerizzano la casa), e lo smurf e' sempre in agguato (:-) ).

 

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