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I timori del selezionatore

I timori del Selezionatore

Il candidato che sostiene un colloquio non è l'unico ad avvicinarsi al fatidico incontro con ansie e paure.

Anche i selezionatori entrano nella stanza dedicata al colloquio con tante speranze, ma anche con il timore di non riuscire a trovare la persona giusta.

Timore più che fondato, peraltro, dal momento che la ricerca del candidato ideale è spesso lunga e faticosa. Conoscere le paure più tipiche dei selezionatori può servire ai candidati per fornire di volta in volta le risposte più giuste e "rassicuranti".

Un'utile guida in questo senso è contenuta in "Ce l'hai il paracadute" , di R.N. Bolles, Sperling & Kupfer Editori.

Innanzitutto una verità può aiutare il candidato: al selezionatore non interessa ciò che l'interlocutore ha fatto nelle sue precedenti esperienze. Quel che conta è ciò che potrà dare in futuro. Quindi le domande relative al background professionale nascondono il timore fondamentale del selezionatore: come si rivelerà dopo l'assunzione?

Vediamo così nove domande che nascondono diverse paure:

  1. Mi parli di se stesso Nel percorso professionale del candidato potrebbe esserci qualcosa che non va, un particolare che potrebbe compromettere il rendimento del candidato, una volta assunto. Il selezionatore ha paura di non riuscire a fare le domande giuste per scoprirlo, di non poter verificare appieno durante il colloquio l'affidabilità del candidato. A questa domanda non si deve temere di rispondere elencando le proprie doti e descrivendo con precisione i precedenti lavori.

  2. Che tipo di lavoro sta cercando? La paura è che non sia l'attività di cui il selezionatore ha bisogno o che il lavoro effettivo non risponda alle attese del candidato. La risposta ideale a questo tipo di domanda è rivolta a dimostrare che, malgrado le esperienze passate siano di vario tipo, si possiede la flessibilità necessaria per adeguarsi ad ogni tipo di lavoro. 

  3. Quali sono le sue precedenti esperienze in questa specifica attività? Il selezionatore ha paura che il candidato non abbia le competenze richieste dalla posizione. Il trucco per superare questa paura è ancora una volta il saper dimostrare che le proprie capacità sono trasversali, dunque trasferibili da una competenza all'altra. 

  4. Come si è concluso il suo precedente rapporto di lavoro? Si tratta di una persona capace di andare d'accordo con i colleghi e i superiori? E' andato via spontaneamente o è stato messo alla porta? E' una paura comune a tutti i selezionatori, che nasce dalla considerazione che chi cerca lavoro ha o ha avuto problemi con il precedente lavoro. Per sconfiggere queste paure è meglio parlare del lavoro più che dei datori di lavoro, spiegando che le ragioni del cambio derivano dalla ricerca di una maggiore gratificazione professionale o dal desiderio di sfruttare appieno le proprie capacità. E' preferibile esprimere apprezzamenti sull'azienda precedente e sui superiori, pur senza esagerare.

  5. Non crede che questa posizione sia inadeguata al suo livello di professionalità? Il selezionatore ha paura che il candidato, una volta assunto, non si accontenti della posizione iniziale, alterando gli equilibri alla ricerca di scalate aziendali. Inutile mentire, ma è preferibile insistere sulla soddisfazione che questo tipo di lavoro può apportare al lavoratore. 

  6. Qual è il suo maggiore punto di debolezza? Meglio conoscere subito i difetti del candidato, starà pensando il selezionatore. I limiti e i difetti vanno dichiarati e non nascosti, ma l'accento deve essere posto sulla capacità del candidato di superarli, trasformandoli in punti di forza. 

  7. Ha mai avuto problemi di salute? In questo caso la paura è chiara: precedenti problemi di salute potrebbero pregiudicare il futuro rendimento. 

  8. Che cosa sa del nostro settore? La conoscenza del settore da parte del candidato potrebbe non essere sufficiente. E' questo il motivo delle domande relative a conoscenze specifiche nel settore di riferimento. Il candidato deve perciò presentarsi al colloquio con tutta la preparazione del caso dimostrando di essere al corrente dei più recenti fatti di attualità inerenti al settore.

  9. E' rimasto inattivo per qualche tempo? Il dubbio è che il candidato non abbia una grandissima voglia di lavorare e che tenda a fare solo quello che gli piace. Questa paura va sconfitta con un'attenta descrizione dei motivi che hanno determinato qualche momento difficile nella carriera. Una buona risposta può essere che non si è mai rimasti completamente inattivi, ma anche nei periodi di apparente pausa ci si è impegnati in qualche attività che potesse poi rivelarsi utile per il futuro. 

Sono queste le nove domande più frequenti che i selezionatori fanno durante il colloquio, dettate dalla paura di non trovare la persona giusta. Per sperare di superare questa fase e arrivare all'assunzione, è necessario fugare ogni dubbio.

 



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Sara
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