Prima di presentare la domanda
Prima di Presentare la domanda...
Alla luce degli elementi esaminati nel punto precedente il nostro consiglio è quello di soffermarsi, prima della scelta definitiva, non solo sugli aspetti di carattere normativo (contributi, investimenti, ecc.) ma anche su altre valutazioni di natura empirica chiedendo l’aiuto di esperti in materia.
Valutare la percentuale delle domande accolte nei precedenti bandi rispetto al totale dei progetti presentati può essere un ottimo indicatore delle difficoltà che incontrerete nel realizzare il progetto d’impresa. Una percentuale del 25% come generalmente avviene per la legge 44 vi fa capire che, se 3 domande su 4 vengono respinte, la qualità del progetto presentato è valutata in maniera molto critica. Altro fattore da tenere in considerazione riguarda le motivazioni che hanno portato alla bocciatura dei progetti specialmente se queste sono riconducibili a debolezze riscontrate nel Business Plan.
PARTNER.it ha elaborato questa semplice formula per ricavare un indice (empirico) di difficoltà del provvedimento in esame:
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N. domande ammesse |
X |
N. domande bocciate per carenze nel Business Plan |
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N. Totale domande presentate |
N. Totale delle domande bocciate |
Ad esempio se l’ultimo bando della legge che avete deciso di prendere in esame, a seguito di una ricerca, avrà evidenziato i seguenti numeri:
Domande presentate=5.000
Domande ammesse=3.800
Domande Bocciate=1.200
Domande bocciate per carenze nel Business Plan=300
L’indice di difficoltà del finanziamento (IDF) sarà pari a (3.800/5.000)x(300/1.200)=0,76x0,25=0,19
Nel caso in cui, invece, i numeri analizzati siano:
Domande presentate=5.000
Domande ammesse=3.800
Domande Bocciate=1.200
Domande bocciate per carenze nel Business Plan=900
L’indice di difficoltà del finanziamento (IDF) sarà pari a (3.800/5.000)x(900/1.200)=0,76x0,75=0,57
Nel primo caso, infatti, non è elevata la percentuale di domande escluse per carenze progettuali: la redazione del Business Plan non dovrebbe presentare particolari difficoltà. Nel secondo caso nel 75% delle domande respinte il nucleo di valutazione non ha ritenuto sufficiente la qualità del progetto presentato. E’ evidente come nel secondo caso l’indice IDF sia notevolmente superiore che nel primo caso.
Calcolare i tempi medi che intercorrono dal momento della presentazione della domanda alla comunicazione di ammissione all’agevolazione e all’effettiva erogazione del contributo è importante per verificare se possa essere il caso di iniziare da soli, in attesa dell’esito, o se è preferibile, per mancanza totale di liquidità personale, attendere comunque la decisione di ammissione.
Raccogliere la testimonianza da parte di imprenditori che hanno precedentemente beneficiato del provvedimento vi offre la possibilità di raccogliere utilissimi elementi di valutazione qualitativa sulla effettiva efficienza del provvedimento e vi può allertare su possibili intoppi che, in questo modo, non vi coglieranno impreparati.
Iter di accesso ad un’agevolazione
Dopo aver valutato ciò che emerso dall’analisi delle agevolazioni previste dalle varie leggi prese in considerazione, l’imprenditore effettuerà la sua scelta.
L’accesso ad una qualsiasi forma di agevolazione avviene mediante un procedimento pressocchè simile che prevede le seguenti fasi:
1. predisposizione della domanda da presentare a contributo
2. spedizione della domanda entro i termini previsti
3. verifica dell’accoglibilità della domanda da parte del soggetto gestore
4. valutazione della qualità del progetto da parte del nucleo di valutazione
5. formulazione della graduatoria
6. deliberazione delle domande ammesse a contributo
7. erogazione dei contributi secondo le modalità previste dal regolamento attuativo
Ecco spiegato il motivo dei forti ritardi che spesso caratterizzano sia i tempi di attesa di una risposta di ammissione della domanda sia dell’effettiva erogazione del contributo. Dal passo 3 in poi il peso della burocrazia è spesso un grave freno allo sviluppo dell’impresa. Non sono stati pochi i casi di giovani imprenditori che abbiamo assistito che, avendo ottenuto risposta in tempi lunghissimi, hanno rinunciato al finanziamento perché la compagine si era nel frattempo sciolta (ciascuno aveva preso altre strade).
Prima di chiedere un finanziamento
La possibilità di accedere ad un finanziamento è un’ottima opportunità per un aspirante imprenditore di tramutare il proprio sogno in realtà. Se però ci si butta a capofitto nell’idea, senza riflettere, si rischia di trasformare il proprio sogno in incubo.
Così come prima di affrontare una difficoltà si sente spesso l’esigenza di compiere un grosso respiro per convogliare tutte le energie possibili noi consigliamo, al momento di scegliere la strada di un finanziamento, di riflettere sulle seguenti questioni:
· Voglio metter su la mia impresa perché ci credo o piuttosto per cogliere l’opportunità finanziaria?
· Sono cosciente delle difficoltà che potrei incontrare durante il percorso imprenditoriale?
· Nella compagine esistono tutte le competenze in grado di garantire l’attuazione del progetto?
· I soci saranno sufficientemente coinvolti nella realizzazione del progetto?
· Quanto la compagine è disposta ad investire e a garantire?
· Hai pensato a ciò che faresti in caso un tuo socio debba lasciare l'impresa?
· I consulenti ai quali affiderai eventuali incarichi hanno sufficiente e comprovata esperienza in materia di finanziamenti?
· Una volta ottenuto il finanziamento tali consulenti avranno le capacità per supportarti nell’espletamento delle procedure burocratiche?
Durante il primo anno di attività (nella delicata fase dello startup) hai individuato chi potrà supportarti per risolvere problemi legati alla produzione, al marketing, alla pianificazione finanziaria, all’organizzazione aziendale?
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