Motivazione e Pianificazione
Motivazione e pianificazione: le carte vincenti per sfruttare un finanziamento
Prima di approfondire la conoscenza di strumenti per la finanza agevolata vorrei sottolineare due aspetti fondamentali (spesso ignorati) che sarà necessario considerare prima di passare in rassegna le possibilità di finanziamento: la motivazione e la pianificazione.
E’ opportuno verificare la propria motivazione nel dar vita ad un’attività autonoma. Troppo spesso ci si innamora a tal punto della propria idea da non accorgersi che questa, a volte, non è che un sogno irrealizzabile. Alle volte, purtroppo, si prende consapevolezza di questa realtà quando ci si è già esposti a investimenti di tempo e denaro.
Partire con il piede giusto, attraverso una verifica delle proprie motivazioni (ovviamente non solo quelle personali ma dell’intera compagine imprenditoriale), facilita l’assunzione di tante scelte successive soprattutto in relazione alla ripartizione di ruoli e compiti.
Molto importante per assicurare il massimo risultato da un eventuale finanziamento è la pianificazione preliminare è cioè la decisione, prima di dar vita all’impresa, di cosa si vorrà fare da grandi, in che tempi, secondo quali modalità e con quali ruoli (chi fa che cosa, in che tempi e chi ha la responsabilità del controllo).
La pianificazione è decisiva almeno per due ordini di motivi:
1. consente di verificare la capacità dell’impresa di nascere e svilupparsi al di là di un eventuale aiuto economico fondando la sua competitività su competenze ed innovazione piuttosto che su un contributo a fondo perduto (che una volta esaurito rischierebbe di mettere fuori mercato l’azienda)
2. le condizioni di mercato attuale hanno innalzato il livello di competizione sia a causa della presenza di molti concorrenti sia per il progressivo allineamento dei valori (è difficile distinguere realmente le prestazioni di un prodotto rispetto ad un altro, a parità di fascia, poiché la tecnologia adoperata è ormai di utilizzo comune). Una buona pianificazione preliminare consentirà alla futura impresa di non dover compiere, nei momenti importanti, scelte estemporanee e di prevedere l’insorgere dei problemi con largo anticipo.
Del progetto d’impresa parleremo ampiamente più avanti in queste lezioni e forniremo strumenti pratici per l’analisi di fattibilità preliminare per consentire alla comunità di WebMasterPoint di effettuare uno studio preliminare alla richiesta di un finanziamento.
Ma quanti soldi mi servono?
L’analisi preliminare di fattibilità indicherà il fabbisogno finanziario della nascente impresa. Questa prima stima sarà fondamentale per contattare soggetti in grado di poter cofinanziare l’attività. Ricordo come non sia possibile affidarsi per intero a capitali esterni: una certa percentuale del fabbisogno dovrebbe essere ricercata all’interno della compagine (noi suggeriamo, per partire nel miglior modo possibile, di non scendere al di sotto del 30%).
La parte restante di capitale potrà essere reperita in altri modi. Le situazioni più ricorrenti potrebbero essere:
capitali di rischio – mediante l’ingresso nella compagine di soci finanziatori che non sono interessati professionalmente all’impresa ma credono nella sua realizzabilità e nella capacità di produrre reddito, oppure mediante società di Venture Capital che, però, sono spesso mossi da ritorni dell’investimento a breve piuttosto elevati
finanziamenti di breve o medio periodo – può essere di breve periodo come la forma di “scoperto di conto corrente” che prevede l’anticipo, da parte della Banca, dei pagamenti per i debiti contratti dall’impresa (ad esempio per l’acquisto di materia prima) da restituire previo il trattenimento di un interesse (in genere neanche troppo basso), oppure può risultare di lungo periodo come l’eventualità di un mutuo (forma, questa, molto indicata per accedere a risorse finanziarie necessarie a compiere investimenti fissi come macchinari, ristrutturazioni, ecc.). In entrambi i casi il già citato problema delle garanzie reali richieste dalla Banca può essere un serio ostacolo per l’accesso a tali forme di finanziamento
ricorrere alle agevolazioni finanziarie previste dallo Stato o dalla propria Regione di residenza per assistere la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese
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