Interpretare un intervento agevolativo (Parte II)

Interpretare un intervento agevolativo 
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Soggetti beneficiari

Ogni provvedimento è utilizzabile solo da una parte dei potenziali interessati. In genere i criteri di ammissibilità dei soggetti possono essere relativi alla dimensione e/o ubicazione delle imprese o della fascia di età, stato di disoccupazione e area di residenza per un giovane aspirante imprenditore. E’ importante, in relazione alle fasce di età, approfondire da quando decorrono i termini (il limite dei 29 anni è inteso come non aver compiuto il 29° o il 30° anno?)

 

Forme giuridiche ammesse

In genere esistono alcune limitazioni sulle forme giuridiche dell’impresa che richiede il finanziamento. Questo perché alcuni provvedimenti mirano a favorire determinati tipi di attività (es. cooperativa, ditta artigiana, ecc.). In altri casi, invece, una forma giuridica potrà accedere al finanziamento solo se sono verificate altre condizioni (ad esempio la Legge 215/92 che prevede l’accesso a qualsiasi forma giuridica purchè la compagine sia composta prevalentemente da donne.

 

Settori beneficiari

Sebbene il settore di attività (industria, artigianato, agricoltura, commercio, turismo, ecc.) sia un elemento discriminante per l’accesso alle agevolazioni questa informazione non presenta difficoltà di interpretazione poiché è posta in grande evidenza. Semmai occorre ragionare al contrario per verificare se la propria attività sia talmente particolare da rientrare nel macro settore di riferimento ma appartenere all’elenco delle attività escluse (ad esempio la produzione di “composti per armi chimiche”  di certo un’attività appartenente al settore dell’industria ma difficilmente riuscirete a trovare una legge che ve ne finanzierà l’avviamento…)

 

Tipologia delle agevolazioni Ciascuna agevolazione prevede delle specifiche forme di aiuto che dipendono dalle finalità dell’intervento. Ad esempio un provvedimento destinato a disoccupati per aiutarli a creare impresa prevederà delle agevolazioni necessariamente diverse da un intervento che mira a favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo nella PMI.

 

Conto Capitale:
Più noto come Fondo Perduto questa tipologia d’intervento non prevede alcuna restituzione del capitale e copre gli importi per l’acquisto di beni, attrezzature e macchinari. Come dicevamo prima solo una parte del contributo totale sarà erogata in Conto Capitale. In genere, oltre che in percentuale sull’importo totale dell’investimento, esiste anche un valore massimo di contributo in Conto Capitale (es. il 50% dell’investimento per un massimo di 800.000.000)

 


Conto Interessi:
Questa forma prevede un contributo sugli interessi derivanti dalla stipula di un finanziamento a medio/lungo termine. In pratica si traduce in un abbattimento degli interessi sulla stipula di un mutuo. Per superare le problematiche tipiche dell’accesso al credito (difficoltà del giovane di reperire una banca che accetti la stipula di un mutuo con poche, o nulle, garanzie) l’Ente promotore stipula delle convenzioni con alcuni istituti di credito. Potete comunque stare tranquilli: esistono scarse probabilità che queste convenzioni funzionino, perché il Direttore della filiale dell’istituto di credito ha la possibilità di “applicare le proprie regole”.

 



Conto Gestione:

 


Questa forma di aiuto è molto importante e, purtroppo, non sono molte le leggi che la prevedono. Si tratta di erogare delle somme a Fondo Perduto non più per l’acquisto di beni durevoli ma per le spese sostenute nella gestione dell’impresa. Ricadono, ad esempio, in questa categoria spese sostenute per l’acquisto di materia prima, servizi di consulenza, pubblicità, ecc. E’ importante sottolineare come siano assolutamente esclusi gli stipendi dei dipendenti ed i compensi dei titolari. Questa forma di intervento può essere un grande aiuto per la nascente impresa perché le consente di ottenere dei sostanziosi risparmi facendola essere più competitiva. Potrà così acquisire un grande numero di clienti e limitare le probabilità di crisi nel periodo critico dello startup. L’importo in Conto Gestione si calcola in percentuale sulle spese sostenute e può essere erogato per un periodo da 1 a quattro anni dalla nascita dell’impresa.

 

Conto Garanzia:
Si tratta di una forma di garanzia (totale o parziale) che copre le richieste di un istituto di credito a tutela di un finanziamento. Se, ad esempio, un impresa ha necessità di contrarre un mutuo di 200.000.000 e la richiesta dell’istituto di credito è di offrire garanzie per un valore reale di 500.000.000 l’imprenditore può ricorrere a forme di aiuto (tipo consorzi fidi) in grado di garantire l’istituto con dei fondi messi a disposizione dallo Stato.

 

Bonus Fiscale:
E’ a tutti gli effetti una forma di Conto Capitale che viene applicata al momento del pagamento delle imposte. Dal totale delle imposte dovute viene sottratto l’importo del Bonus: l’impresa acquisisce perciò un immediato vantaggio finanziario.

 

Sgravio Fiscale:
Il contributo a cui si ha diritto genera un credito d’imposta che, a differenza del Bonus, si utilizza al momento della dichiarazione fiscale

 

Servizi reali:

Non si tratta di una aiuto di natura economica. L’Ente promotore mette a disposizione della nascente impresa una serie di servizi gratuiti allo scopo di offrire consulenza, informazione e supporto operativo nella delicata fase dello startup. La legge 44 sull’imprenditorialità giovanile, ad esempio, offre un servizio di tutoraggio affiancando un consulente esperto alla neonata impresa durante il primo anno di attività.

 



Tipologia delle spese agevolabili

L’imprenditore non ha assoluta libertà nella scelta delle categorie di beni da acquistare per realizzare la propria attività.

Ciascuna legge, infatti, prevede un preciso elenco delle categorie di spesa che ammette a contributo.

Grande accortezza deve essere riposta a tale riguardo: occorre verificare con l’aiuto di un esperto se una determinata voce di spesa rientra o meno tra le tipologie di spesa agevolabili. In molti casi, data l’importanza che lo stesso Ente promotore attribuisce alla pianificazione, anche le spese sostenute per la realizzazione del Business Plan rientrano nel contributo. Per cui, ove questa possibilità esista, puntate ad assicurarvi l’aiuto di un esperto perché il relativo importo ricadrà tra le spese agevolate.

 

Dotazione finanziaria

E’ importante verificare prima di compiere altri passi l’ammontare dei fondi che sono stati stanziati a valere sull’agevolazione individuata.

Capita, purtroppo, che una buona legge perda efficacia a causa di una limitata disponibilità di fondi: ad esempio perché molti soggetti hanno già beneficiato del provvedimento, oppure perché lo Stato può aver ridotto gli stanziamenti a seguito di nuove decisioni che intendono dare priorità ad altre leggi.

L’ammontare dello stanziamento deve essere riportato a due parametri di valutazione: l’area geografica di riferimento (Nazionale, Meridione, Regionale, Provinciale) e l’importo massimo dei progetti presentabili.

Ad esempio una dotazione di 5 miliardi per l’intera nazione ed un ammontare massimo di 200 milioni per progetto consentirà il finanziamento di un numero tra 25 e 50 progetti. Non avrete molte probabilità di successo a meno che il vostro Business Plan sia davvero a prova di bomba.

 

Modalità e tempi di presentazione delle domande

Potrà sembrare strano ma la maggior parte delle domande viene respinta per il mancato rispetto dei requisiti formali.

Spesso ci si dimentica di allegare tutto ciò che la legge prevede, di allegare certificati scaduti o di non rispettare i termini di presentazione delle domande. Accertarsi di tutti gli adempimenti che il provvedimento prevede affinchè la propria domanda sia esaminata dal nucleo di valutazione non è banale perché occorre avere una certa dimestichezza del linguaggio burocratico. Il mio consiglio è di consultare il vostro commercialista.

 

Cumulabilità dei contributi

I più furbi potrebbero pensare di utilizzare due leggi di finanziamento per poter coprire al 100% il proprio fabbisogno. Ma ottenere due contributi sugli stessi investimenti è illegale e da luogo a pesantissime sanzioni (anche penali). Ciò non vieta all’imprenditore di poter presentare più domande di finanziamento: l’importante è specificare, in maniera chiara ed esplicita, che qualora l’azienda risultasse aggiudicataria di più contributi sceglierà quello di cui avvalersi rinunciando agli altri.



Garanzie richieste

Non sono da confondere con le garanzie richieste dalle banche. L’Ente promotore, per limitare i casi di truffe, impone l’osservanza di precise garanzie a tutela delle finalità della legge.

Ad esempio può essere richiesto l’impegno a non variare la compagine sociale per un certo numero di anni, o di mantenere la destinazione d’uso dei macchinari acquistati grazie alle agevolazioni. Alle volte questi elementi, sebbene siano necessari per la tutela dei soldi pubblici, possono rappresentare un ostacolo allo sviluppo della nuova attività: in caso di un aggiornamento delle tecnologie, ad esempio, non possono essere permutate le attrezzature in precedente possesso. Un vantaggio iniziale potrebbe, pertanto, tramutarsi in un successivo ostacolo.



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