Non è tutto oro ciò che luccica
Non è tutto oro ciò che luccica...
Anche se l’accesso “ragionato” ad un’agevolazione finanziaria non può che essere un elemento positivo per l’aspirante imprenditore è opportuno sottolineare, per onestà, come esistano dei fattori critici comuni a molti provvedimenti agevolativi. Esserne consapevoli prima di accedere al finanziamento è fondamentale per pianificare i passi da compiere nel percorso imprenditoriale.
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L’iter procedurale è ancora troppo articolato: le procedure sono spesso molto complesse, le carte non finiscono mai, il linguaggio utilizzato dal legislatore (e recepito dal comitato di gestione del provvedimento) è molto difficile da comprendere. Tutti elementi in netto contrasto con le necessità dell’imprenditore che cerca strumenti immediati e semplici da utilizzare per poter cogliere rapidamente le opportunità di mercato.
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I tempi di attesa sono il più delle volte inaccettabili: la mia società ha usufruito dei finanziamenti previsti dalla ex Legge 44/84 (ora Legge 95/95) per l’imprenditorialità Giovanile. Abbiamo presentato il business plan nel 1990 e abbiamo ottenuto l’OK al progetto nel 1994. Inutile dire che se avessimo aspettato tanto tempo per iniziare la nostra attività non saremmo mai partiti (ciascuno avrebbe preso strade diverse, le condizioni di mercato sarebbero notevolmente cambiate, ecc.). Invece, dopo pochi mesi dalla presentazione del progetto, ci siamo autofinanziati (investendo pochi milioni a testa) e siamo partiti.Nel 1994, quando abbiamo ricevuto la risposta positiva da parte del Comitato di Valutazione, eravamo già un’impresa affermata sul mercato ed abbiamo sfruttato quei finanziamenti per spiccare il volo definitivo. Se avessimo aspettato l’esito del finanziamento prima di iniziare, il nostro sogno non sarebbe mai diventato realtà. Attualmente i tempi si sono ridotti di molto. Ma la regola generale che, per esperienza, vi consiglio di tener presente è: contate che dalla presentazione del progetto al ricevimento materiale dei primi soldi trascorreranno almeno 12-18 mesi. Pianificate, di conseguenza, il vostro percorso. Il discorso fatto per i tempi di attesa vale anche per i tempi necessari all’erogazione del finanziamento: se oggi la visita ispettiva vi ha concesso la sua approvazione all’erogazione, i vari passaggi di carte faranno si che vi vediate accreditata la relativa somma dopo un periodo non inferiore, in genere, ai 6 mesi (per essere ottimisti: abbiamo anche assistito a situazioni peggiori nelle quali gli imprenditori hanno atteso un paio di anni per vedersi accreditata la liquidità in conto corrente).
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Il contributo che vi sarà concesso non vi sarà erogato in anticipo ma a saldo: in pratica prima spendete i soldi (o una parte di essi) e poi vi sarà restituita la somma spesa. Il fatto di aver ricevuto un finanziamento non elimina il problema del reperimento di una certa quantità di liquidità quanto meno per pagare gli acconti ai fornitori e l’IVA. Ecco allora giustificata la necessità di disporre di capitali tra i soci. Se si ha un buon potere contrattuale nei confronti dei fornitori questo non dovrebbe essere un problema. Se mi impegno con un fornitore ad acquistare 150 milioni di attrezzature posso considerarlo nelle mie mani. Potrò stabilire tempi di pagamento abbastanza lunghi e, soprattutto, elastici in modo da parare eventuali inefficienze burocratiche con i proventi derivanti dalle vendite.
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Le dotazioni finanziarie sono spesso nulle. Molte leggi sono stupende, farebbero esattamente al caso nostro ma non risultano utilizzabili per mancanza di fondi. Oppure i miliardi stanziati sono talmente pochi da rendere quasi nulle le probabilità di successo di una domanda di finanziamento. Per verificare la copertura finanziaria di un provvedimento legislativo è meglio ricorrere al parere di un esperto. PARTNER.it ha attivato un canale privilegiato con la comunità WebMasterPoint: alle vostre richieste ai nostri esperti sarà assegnata la massima priorità.
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L’interpretazione di quanto prescritto da una legge non sempre è chiaro e spesso risulta comunque di difficile interpretazione. Come faccio ad essere sicuro che un particolare macchinario ricade nella categoria dei beni finanziabili? E se non lo è? Se si commette un errore di interpretazione l’importo relativo a quell’attrezzatura verrà decurtato con la conseguente riduzione del finanziamento concesso all’imprenditore. Ecco, allora, che un inesperto può commettere un serio danno prima ancora di aver iniziato l’attività.
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Assenza di supporti e servizi reali: molto spesso non esiste un soggetto di riferimento al quale inoltrare le proprie domande sull’utilizzabilità del provvedimento, sull’esclusione di determinate categorie di spesa, su dubbi di natura burocratica, ecc. Questo è un grave problema poiché costringe l’aspirante imprenditore al fai da te o a doversi affidare a consulenti. Per la scelta del vostro consulente di fiducia vi do un consiglio: verificatene le capacità chiedendogli di rispondere a tutte le perplessità alle quali ho accennato. Se mostrerà superficialità nel rispondere e non confermerà che queste sono problematiche reali, diffidate. Forse vi sta nascondendo qualcosa: non gli sta a cuore che mettiate su la vostra impresa ma solo la sua parcella per redarre la domanda di finanziamento. Una volta consegnata la domanda saranno fatti vostri.
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