Inquadramento Giuridico
Questo è forse il capitolo più facile da trattare; l’inquadramento nell’ambito del diritto è quello che si può abbastanza semplicemente tratte dal codice civile, la cui stabilità negli anni è di gran lunga maggiore delle norme fiscali e previdenziali (a titolo di esempio la gestione separata 10% è “nata” nel 1995).
Il lavoratore dipendente mette a disposizione del datore di lavoro le proprie abilità ed energie lavorative, durante un orario di lavoro prestabilito, in modo continuato e subordinato alle richieste.
Il corrispettivo di questo contratto è lo stipendio che è ricevuto normalmente alla fine del mese. Le altre, molte, norme che regolano il contratto di lavoro dipendente sono stabilite nei contratti collettivi di lavoro, che derivano da accordi tra le associazioni dei lavoratori e quelle di imprenditori e professionisti.
La responsabilità del dipendente per la propria opera è rivolta solo verso il datore di lavoro e solo a determinate condizioni (imperizia, dolo ecc.). Il grado di responsabilità è limitato in conseguenza del fatto che il lavoratore è guidato dall’imprenditore al quale è subordinato. In altri termini non prendendo particolari iniziative, non può essere sottoposto a responsabilità da questo derivanti.
Il datore di lavoro risponde verso i terzi di ogni danno (sul piano civile, naturalmente) creato dai propri dipendenti.
Sul lavoratore autonomo grava un tipo completamente diverso di responsabilità, dal momento che implicitamente chi sottoscrive questo tipo di contratto si “dichiara” competente per l’esecuzione dello stesso.
Nell’ambito del lavoro autonomo le posizioni poi si differenziano tra:
- professionisti
- imprenditori
I criteri di riferimento sono indicati nel codice civile. Non ci conviene qui dilungarci; per chi ha già una posizione lavorativa, la distinzione, anche se non tecnicamente corretta, è questa:
- soggetti a ritenuta d’acconto del 20%: professionisti
- soggetti a ritenuta d’acconto con altre aliquote: imprenditori
-
non soggetti a ritenuta: imprenditori
Per chi sta valutando le proprie possibilità, diamo
alcuni semplici criteri:
- chi eroga prestazioni intellettuali senza una struttura produttiva: professionista
- chi presta un lavoro prettamente manuale o basato su un metodo industriale: imprenditore
-
per qualificare un’attività come professionale
non ha alcuna rilevanza la titolarità di una partita
I.V.A
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