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Informatica e Internet 2009 e fine 2008: previsioni. Licenziamenti e blocco nuovi progetti e tecnologie per crisi economica mondiale. L'Italia resisterà di più?
Articoli di approfondimento sul lavoro nella net-economy
 
a cura di Pierluigi Emmulo
Goldman Sachs prevede che nel prossimo anno si verificheranno diversi tagli e licenziamenti tra i lavoratori IT. La previsione scaturisce da due indagini condotte dalla banca, che ha consultato 100 manager arruolati tra le aziende che figurano nella classifica di Fortune.

48 manager su 100 ritengono che nel corso del 2009 saranno tagliati i lavoratori IT esterni a contratto, contattati dalle aziende per sviluppare applicazioni specifiche e monitorare l’infrastruttura e i servizi IT. Prospettive poco rosee anche per i lavoratori forniti dalle agenzie interinali: il 30% dei manager intervistati prevede tagli anche per questa categoria. Un po’ meglio, invece, sembra andare per i lavoratori che provengono da fornitori internazionali di servizi: solo 12 manager su 100 pensano di non rinnovare le collaborazioni. E per quanto riguarda i dipendenti, 11 manager su 100 non negano la possibilità di effettuare tagli all’interno del personale assunto.

Goldman Sachs ha rilevato anche la volontà delle aziende di limitare il rinnovo del parco macchine: ben 47 manager su 100 dichiara che non sosterrà alcuna spesa per la sostituzione di computer, server e quant’altro necessario alla propria attività. I manager guardano piuttosto alla virtualizzazione e all’ottimizzazione del comparto server. Per quanto concerne il cloud computing, ovvero lo spostamento di applicazioni aziendali su Internet, solo il 2% degli intervistati si dice propenso a spingere verso questa tecnologia nel corso del 2009. Questa scelta si può legare in parte al fatto che i sistemi di cloud computing non sono ancora all’apice del loro sviluppo, ma secondo alcuni analisti è anche colpa di numerosi manager che stentano a intuirne i vantaggi.

E quali sono le prospettive in Italia? Per capire la situazione attuale del settore IT italiano possiamo fare riferimento al Rapporto Assinform 2008 sull’Information Technology, di cui abbiamo già ampiamente trattato. Cerchiamo di ricapitolarne i punti principali. L’Italia si trova in una situazione di arretratezza rispetto alla media dei paesi europei: l’utilizzo dei servizi on line è al 17%, a fronte della media dell’Europa a 27 del 30%; l’Internet banking al 12% contro il 25%; l’e-commerce al 2% contro l’11%. Il 56% della popolazione italiana non usa Internet, contro il 40% della media europea.

Nonostante questo gap, le prospettive occupazionali per i lavoratori IT in Italia potrebbero essere in controtendenza rispetto a quelle annunciate da Goldman Sachs. L’informatica e le telecomunicazioni stanno, infatti, crescendo, soprattutto grazie all’iniziativa delle piccole e medie imprese italiane, e anche di quelle piccolissime. Assistiamo a singole spinte imprenditoriali che si muovo e investono in hardware, in software e in servizi. Tra queste aziende che tentano di stare al passo coi tempi o di anticiparli, figurano soprattutto le realtà del made in Italy nei settori dell’abbigliamento, dell’arredamento, alimentare e dell’automazione meccanica. L’imprenditoria italiana, dunque, ha intuito la necessità di investire nei processi di automazione, nelle Intranet, Extranet, in Internet, nel commercio elettronico, nel CRM e in tutti quei servizi e strumenti informatici che aiutano l’azienda a competere nel mercato.

L’ulteriore salto di qualità che l’imprenditoria italiana dovrebbe compiere consiste nel fare sistema: non più un’iniziativa lasciata solo a singoli imprenditori illuminati, ma la creazione di un sistema virtuoso supportato anche da progetti nazionali che includano l’informatica come aerea strategica d’innovazione industriale. A tal proposito le aspettative interessano il Progetto Made in Italy 2015 promesso dal ministro Scajola. In altre parole, è necessario che le imprese realizzino grandi progetti per ammodernare il paese, che l’informatica e le soluzioni ICT innovative e la stessa Internet vengano supportate e diffuse in modo sistematico e strutturale tra le aziende italiane.

La tendenza a investire maggiormente in tale senso sembra avviata e, al crescere della domanda di tecnologia, dovranno affiancarsi competenze adeguate a rispondere alle nuove esigenze: per questo motivo i lavoratori IT che operano in Italia hanno davanti a loro una prospettiva più rosea. A patto, ovviamente, che il processo di ammodernamento non si interrompa. Anche se gli ultimi risultati ottenuti da due colossi dell’informatica come Google e Microsoft potrebbero spingere verso una maggiore cautela a investire soprattutto in Internet.

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