Marcello Tansini
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Sindacati della net economy? Forse, stavolta ci siamo! L'opinione di Marcello Tansini sull'iniziativa Breadandroses

Premessa importante prima di iniziare a leggere questo articolo: non sono un sindacalista, un no-global della rete, o un ragazzo di sinistra (tutte categorie che godono, comunque, del mio massimo rispetto)

Mi spiego meglio.

Non ho mai mai avuto, come moltissimi ragazzi della mia generazione, grande simpatia per i sindacati. Li ho sempre considerati come movimenti assolutamente importanti e fondamentali all'inizio del periodo industriale per il fatto di aver lottato ed ottenuto un miglioramento sostanziale delle condizioni di lavoro e delle retribuzioni medie.

Poi, con l'evolversi della loro storia mi sono sembrati un pò troppo interessati alla politica e agli scioperi organizzzati senza importanti motivi di fondo.

E fino a poco tempo fa, come molti ragazzi della net-economy, li credevo sostanzialmente inutili, antiquati, nell'idea di poter avere sempre un confronto diretto con i datori di lavoro, con la convinzione di poter essere sempre in grado di far valere i miei diritti in completa autonomia.


All'inizio della crisi di Internet, con le tante chiusure di aziende ICT, sono iniziati a circolare sulla rete italiani alcuni gruppi che si volevano far portavoci del cosiddetto "popolo dei lavoratori della new economy" , gruppi che mi hanno fatto storcere il naso da subito (e non solo il mio naso hanno fatto storcere...) per diversi motivi, tra cui, fondamentale, quello che mi parevano essere interessati più a far iscrivere (a pagamento !!!) ai propri "gruppi o club di difesa dei diritti" piuttosto che a comprendere davvero la situazione in Italia del lavoro in rete.

E noi di webmasterpoint.org non abbiamo avuto paura, come al solito, di esprimere le nostre opinioni e abbiamo scritto anche pesanti articoli.

A distanza di un anno, invece, finalmente qualcosa si sta muovendo sul serio ed è una iniziativa che mi piace assolutamente segnalare: è nato da poco, senza tanto clamore, http://www.breadandroses.it sito di un reale movimento sindacale della Net-Economy, riconosciuto e sostenuto attivamente dalla CISL. 

Questa iniziativa è racchiusa nel progetto più ampio, sempre della Cisl, che tende a coinvolgere tutti i lavoratori italiani atipici (quelli tanto per intenderci che lavorano con contratti di collaborazione e con forme di lavoro interinale o a tempo).

La Cisl ha avuto il merito di comprendere che occorreva parlare con lo stesso linguaggio dei ragazzi che lavorano ogni giorno su Internet e ha affidato a questo progetto a due giovani professionisti del settore, ma già con una buona esperienza internet, Filippo Di Nardo e Lorenzo Guerra che ho avuto anche il piacere di incontrare e con cui ho scambiato 4 chiacchere.

Nel nostro incontro sono emersi importanti punti che, già, molti di noi conoscono indirettamente: tantissimi sono i professionisti della Net-Economy senza uno stipendio adeguato, senza la sicurezza delle ferie e della malattia, senza la sicurezza di una liquidazione e di qualche mese di avvertimento prima del licenziamento.

Non sono parole retoriche, sono verità. 

E occorre stare attenti al fatto che questi ragazzi non hanno scelto di essere imprenditori o consulenti (come per esempio il sottoscritto) con i relativi rischi/benefici: molti di essi nell'entusiamo del primo lavoro, nel credere di partecipare ad una rivoluzione mondiale che avrebbe portato reali benefici a tutti (a loro per primi, diciamolo senze ipocrisie) non si sono preoccupati minimamente delle condizioni di lavoro che avrebbero incontrato.

Fino allo sboom, che ha lasciato parecchi di essi a casa. 

Perchè, diciamo la verità: il ricollacamento è assolutamente difficile da effettuare in questo momento di mercato chiuso e di incertezza, non ci sono tante nuove oppurtunità di lavoro, non c'è la tanto agognata flessibilità sul modello americano che molti esponenti politici hanno dichiarato commentando lo sciopero dei ragazzi di Virgilio.

Alcuni esponenti politici di entrembe le parti, infatti, commentando lo sciopero delle tute arancioni, dicevano: " Ragazzi della net-economy in sciopero? Ma stiamo scherzando? Con tutti i posti di lavoro che hanno a disposizione...il futuro è nelle loro mani!!"

Purtroppo, mai dichiarazioni sono state tanto inoppurtune quanto false e piene di retorica americana...

E così, BreanandRoses sta ricevendo decine di mail al giorno di professionisti e giovani di Internet che richiedono consulenza, che viene fornita loro gratuitamente.

Stesso discorso per i corsi che partiranno e per le partership con le società di recruitment per aiutare a trovare un nuovo posto di lavoro.

Un ottimo progetto, di cui anche la Cisl è entusiasta, in quanto, come mi hanno detto Filippo Di Nardo e Lorenzo Guerra, organizzatori dell'iniziativa, mai tale organizzazione aveva ricevuto tante richieste di consulenza da soggetti della net-economy.

Ripeto, non sono un sindacalista, nè un no-global, nè un ragazzo di sinistra, ma in questo ultimo anno, ho visto troppe società delle net-economy arricchirsi, trattando senza rispetto ed etica, moltissimi elementi del proprio organico e al momento della crisi, liberarsi in una ottica puramente finanziaria e non imprenditoriale (perchè talvolta, occorre dirlo, il licenziamento è una risorsa dolorosa, ma necessaria) degli stessi elementi che avevano garantito loro il successo dei mesi precedenti.

E i contratti di collaborazione e affini hanno fatto il resto...

Attendo, come al solito, vostri commenti a questo mio articolo.

 

 



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