Marcello Tansini
a- a+

Ma le certificazioni servono davvero?

Si è scatenato un dibattito qualche giorno fa su Punto-Informatico, dopo che era uscito questa lettera aperta di un utente (http://punto-informatico.it/p.asp?i=42415) che faticava a trovare lavoro nonostante avesse ottenuto una prestigiosa certificazione Microsoft.

Ed è notizia di questi giorni, riportata da una statistica, che sembrerebbe che chi abbia certificazioni Microsoft trovi più facilmente lavoro.

Due notizie contrastanti.

Dalla mia esperienza di piccolo e giovane imprenditore, "cacciatore" di lavori come consulente, organizzatori di corsi (quelli di webmasterpoint) mi rendo conto come la certificazione per moltissimi neo-informatici è importantissima, che sono pronti a tuffarsi su ogni corso che li certifichi, dando molto più importanza al pezzo di carta che a quello che si apprende davvero.

E le certificazioni sono un mercato lucruso per molte "pseudo-scuole informatiche" senza contare i miliardi che girano intorno ai corsi finanziati delle Regioni e dal Fondo Europeo.

Alcuni di essi sono corsi validi, ma tutto dipende dalla serietà degli organizzatori e degli insegnanti, essendo i controlli veramente scarsi.

E succede così, riscontrato personalmente, che ragazzi che dovrebbero essere certificati come programmtori PHP, non sanno nulla di PHP, ma nemmeno di html.

E così, nei famosi "stage fine corso" , vengono dirotatti a compiti di data entry quando va bene...se non di addetti alle fotocopie.

Oppure se sono fortunati, qualcuno all'interno dell'azienda li affianca per insegnargli qualcosa.

Attenzione: io non sto dicendo che questi ragazzi sapevano poco di PHP, sto dicendo che non sapevano nulla, ed erano loro stessi a dirlo, affermando poi che l'importante era prendere l'attestato.

Ci sono curriculum di trentenni, pieni di corsi di questo tipo, che se sapessero fare tutto quello che scrivono spaccherebbero il mondo. Il problema di questi stessi candidati è che quando si passa ad analizzare le loro esperienze  di lavoro, risultano nulle, tanto che uno si chiede come hanno fatto a mantenersi fino ad allora.

Sarebbe giusto dargli una chance per imparare (se nessuno li prende come faranno ad imparare??), ma appena gli chiedi le basi della materia che avrebbero dovuto studiare nei famosi corsi, non sanno proprio nulla.

Putroppo o per fortuna, ne sono sempre più convinto, l'informatica è un settore dove i più bravi sono coloro che quando hanno tempo sperimentano da soli, mossi da grande passione, quello che leggono sui libri da soli o che, eventualmente, studiano anche nei corsi(ma corsi seri).

Non ha senso scegliere i corsi solo se rilasciano il patentino europeo o altre certificazioni, ma occorre vedere nel dettaglio i programmi e i docenti e quali sono gli obbiettivi finali.

Quando si dice che dopo il corso diventerai un "system administrator o un marketing manager" occorre stare attenti...stare attenti a corsi che promettono e illudono carriere troppo facili.

Le certificazioni Microsoft o Macromedia, sono senza dubbio tra le più riconosiute sul mercato (e tra le più costose), anche perchè le aziende promotrici sono multinazionali affermate e conosciute dai più.

Ma occorre sempre ricordare, sia che si cerchi lavoro nella grande che nella piccola azienda, che anche tali certificazioni sono solo degli attestati, dal valore incerto, che diventa una certezza solo dopo che attraverso colloqui ed eventuali periodi di prova si dimostri le proprie reali capacità.

Quindi, attenzione ai corsi che si scelgono, occorre cercare di capire cosa realmente si apprenderà , non l'attestato più o meno famoso.

Anche perchè, molte scuole informatiche, o si inventano gli attestati che non hanno nessun valore oppure per diventare insegnanti o certificatori  che possano rilasciare certificati "prestigiosi e validi" di una "materia" di una determinata multinazionale, pagano fior di quattrini e non è detto che il livello di insegnamento per questo sia alto.

Occorre stare molto attenti, perchè il mercato dei corsi è un mercato molto lucruso, putroppo, molte volte e non sempre (per fortuna!!), solo per le "pseudo-scuole" che li organizzano.

I corsi, così come i libri e gli "appunti" che si posono scaricare dalla Rete, sono solo un primo passo: per diventare dei "bravi informatici" occorre lavorare e apprendere sul campo, dandosi da fare anche da soli nelle proprie camerette o case durante notti insonni (e chi lo ha fatto, capisce cosa sto dicendo...)



Ti potrebbe interessare anche

commenta la notizia

Ci sono 1 commenti