Marcello Tansini
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Linkare video o testi protetti dal diritto d'autore è reato? E linkare siti che li hanno?

La Corte di Cassazione ha stabilito che è illegale diffondere online link per vedere partite di calcio trasmesse da Sky anche se su emittenti straniere che hanno pagato i diritti alla stessa società televisiva e hanno, poi, anche senza volerlo, resa disponibili la diretta di tali incontri di calcio sul web. In questo specifico caso, la Cassazione ha deciso che venga riformulato il processo a due giovani proprietari di siti web milanesi (uno di 30 anni e l'altro di 23 anni) che avevano resi disponibili sui propri siti link per vedere online alcune partite di calcio di cui Sky aveva i diritti su alcuni canali televisivi cinesi.

Tutto era nato da una denuncia da parte di Sky che chiedeva il sequestro preventivo dei due siti web dove erano presenti i link sopradescritti. Ma il Gip non aveva dato seguito alla richiesta e al primo processo il tribunale gli aveva dato ragione spiegando che la visione delle partite " era consentito non attraverso l'elusione delle misure tecnologiche predisposte dalla società, ma perché le partite erano immesse in rete da alcune emittenti cinesi che avevano acquistato da Sky il diritto di trasmetterle localmente".

Attraverso i propri siti web, i due giovani milanesi "avevano facilitato l'accesso a tale prodotto con la diffusione di informazioni e la predisposizione di un link che permetteva il collegamento diretto ai server cinesi" e dunque "si erano limitati a diffondere in via telematica un prodotto che già altri avevano immesso e la condotta di agevolazione alla consultazione dei siti avveniva in un momento successivo al perfezionamento del reato". Ma questa sentenza non è valida secondo la Cassazione che ha predisposto che il processo venga rifatto.

Nella sentenza si spiega "che gli attuali indagati hanno agevolato attraverso un sistema di guida online la connessione e facilitato la sincronizzazione con l'evento sportivo: senza l'attività degli indagati, non ci sarebbe stata, o si sarebbe verificata in misura minore, la diffusione delle opere tutelate" , affermando poi che "per raggiungere il loro obiettivo, devono essere inoltrate agli utenti in epoca antecedente alla immissione delle trasmissioni in via telematica; tale rilievo, se puntuale in fatto, comporta come conseguenza che, in base alle generali norme sul concorso nel reato, gli indagati, pur non avendo compiuto l'azione tipica, hanno posto in essere una condotta consapevole avente efficienza causale sulla lesione del bene tutelato".

Il bene tutelato sono ovviamente le partite di calcio di cui SKy deteneva i diritti e che vengono equiparate ad opere di ingegno e sono, quindi, tutelate secondo la norma vigente del diritto d'autore. E' bene sottolinere quest'ultimo punto perchè lascia aperti importanti interrogativi: basta mettere un link sul proprio sito web ad un video o testo protetto dal diritto d'autore per essere potenzialmente chiamati in giudizio? Quando si mette un link ad un articolo di un giornale online, ad esempio, si rischia? O ancora, linkare un video su youtube che mostra immagini televisive o cinematografiche protette dal diritto d'autore è perseguibile?

Ma la rete internet non è stata definita appunto "rete" perchè incentrata sul sistema dei link che creano una rete di connessioni praticamente infinite? Il problema principale, che avevano colto giustamente i giudici del primo processo, era il fatto che ad essere condannati dovevano essere le televisioni cinesi che trasmettevano quelle partite e non chi inseriva un semplice link nel proprio sito web. Perchè a questo punto potrebbero essere considerati punibili anche i motori di ricerca che attraverso i propri spider automaticamente archiviano pagine e pagine del web all'interno delle quali può sicuramente capitare che vi sia materiale pubblicato in violazione del diritto d'autore. E che si dovrebbe fare nel caso in cui un gestore di un sito web crei un link ad un determinato sito web senza sapere che in qualche pagina di quel sito c'è o ci potrà essere in futuro del materiale protetto da copyright?

Sono bastati due semplici e banali esempi come quelli sopra citati per comprendere che se venisse deciso di colpire i link e non chi è responsabile di mettere online video, musica o testi "piratati" , sarebbe la fine di internet stessa. Anche in questo caso, come in diversi altri descritti nei nostri articoli, ben si comprende come sia sempre più importante e urgente creare un regolamento comune internazionale che regoli i comportamenti su Internet.

Ma, andando ancora più in fondo alla questione, nel cosiddetto web 2.0 dove i contenuti, anche multimediali, vengono messi online da milioni di utenti in ogni parte del mondo attraverso blog e piattaforme ad hoc come MySpace o Youtube, è ancora possibile pensare di colpire chi mette online, senza specifici fini di lucro, spezzoni di film, video musicali, testi teatrali o musicali? Non è meglio (in primis per il loro stesso futuro) che le società che detengono i diritti d'autore, come sta accadendo in Usa, inizino a considerare Internet come strumento per fare nuovi business e non solo una pericolosa minaccia alla propria attuale attività? Negli Stati Uniti, ad esempio, numerose major discografiche e cinematografiche si sono accordate o si stanno accordando con Youtube, il principale servizio di video online recentemente acquisito da Google, per permettere che i singoli utenti possano inserire e trasmettere "spezzoni" dei propri film, video musicali, concerti.

D'altra parte se dovessero perseguire tutti gli utenti che mettono in Rete tali filmati dovrebbero scatenare una vera e propria caccia alle streghe contro milioni e milioni di utenti privati, il più delle volte anonimi, che con i loro video accompagnati da un fortissimo passaparola, spesso e volentieri, contribuiscono a rendere più celebre un film, un cantante, un attore, una trasmissione televisiva.

I tempi sono cambiati, le tecnologie sono cambiate...il web lo fanno gli utenti e se le grandi major e tv non lo capiscono e non riescono a cavalcare l'onda sono destinate a perdere significative quote di mercato nel migliore dei casi.

 



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Ci sono 4 commenti
Anonimo
che palle con 'sta legalità... e quanti moralisti a rompere. Rimpiango i primi tempi di internet, in cui ci si scambiava di tutto e ci si aiutava reciprocamente, nonostante le linee lentissime ed i costi di masterizzazione elevati.

gpina1952
pazzesco!! queta è CENSURA!! vergogna!!!

questo è perchè siamo in mano a gente OLD!! Aggiornatevii!!

zioriccardo
se fai un sito sono con questi link sei perseguibile.

poi, non ci sono regole certe, ed è tutto come al solito in italia in materia di Internet, in mano alla decisione soggettiva del giudice che interpreterà la sentenza....ma se sei colpito da una denuncia, per esempio di una major, il tuo sito se ha server in Italia ( ma anche se all'estero ) rischia di essere bloccato e chiuso almeno fino al processo come insegna Pirate Bay con la Procura di Bergamo.

Ciao!

tangalor
Dunque se creo un blog che linka a video pubblicati da Justin tv o simili, sono perseguibile dll legge?