Quei disclaimer intimidatori nell'email (Parte I)
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È divenuta ormai una consuetudine (o una moda!)
inserire nelle e-mail che si inviano un disclaimer nel quale
all'incirca viene scritto:
"This e-mail and any attachments is a confidential
correspondence intended only for use of the individual or
entity named above. If you are not the intended recipient or
the agent responsible for delivering the message to the
intended recipient, you are hereby notified that any
disclosure, distribution or copying of this communication is
strictly prohibited. If you have received this communication
in error, please notify the sender by phone or by replying
this message, and then delete this message from your
system."
Testi ormai frequenti, quando in lingua italiana, quando in
lingua inglese o francese. Con elementi che variano tipo:
"È fatto obbligo al ricevente l'e-mail a
lui non destinata di darne avviso al mittente"
oppure "Leggere la posta non destinata a Lei
può comportare una violazione della segretezza della
corrispondenza, perseguibile penalmente".
Ma sono veramente validi messaggi di questo genere? Che tipo
di conseguenze giuridiche possono avere?
Premetto che tratteremo in questa sede solo e-mail ricevute
nella nostra casella di posta, quindi con evidente errore di
digitazione dell'indirizzo di posta elettronica da parte
del mittente.
Innanzi tutto partiamo dal fatto che il posizionamento del
disclaimer in fondo al testo del messaggio (testo che
dovrebbe rimanere "inviolato") appare illogico: mi
accorgo di aver ricevuto una e-mail non diretta a me non
tanto dall'oggetto quanto dal contenuto della stessa,
pertanto rileverò l'errore dopo una prima lettura,
ed il posizionamento del disclaimer in fondo alla e-mail non
mi aiuterà certamente a "cancellare dalla
memoria" quanto letto. Quindi, se veramente si vuole
conferire impatto psicologico sufficiente al disclaimer per
raggiungere lo scopo di essere un deterrente alla lettura,
meglio posizionarlo prima del testo della e-mail e magari
indicando elementi che consentano di distinguere il vero
destinatario (nome e cognome, sede della società di
appartenenza o altri dati comunque identificativi).
Quale valore giuridico?
Poi c'è da chiedersi quanto valore giuridico
abbiano certi disclaimer. Per cercare di individuare il loro
ruolo, occorre innanzi tutto partire da un presupposto:
l'errore di invio è a carico del mittente, ed io
destinatario sono "vittima" dello sbaglio. In
quanto vittima, il mio ruolo di "colpevolezza"
è praticamente nullo, nel senso che ricevere un
messaggio involontariamente e leggerlo altrettanto
involontariamente, non può certo essere elemento
costitutivo di violazione della segretezza della
corrispondenza.
Alla posta elettronica può difatti, ormai, applicarsi
la disciplina penalistica prevista dal nostro vigente codice
penale (secondo cui per "corrispondenza" si intende
quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o
telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di
comunicazione a distanza) il quale all'art. 616, in
materia di delitti contro la inviolabilità dei
segreti, stabilisce:
"Chiunque prende cognizione del contenuto di una
corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o
distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere
cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non
diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o
sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto
come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione
fino a un anno o con la multa."
Secondo giurisprudenza consolidata, prendere cognizione del
contenuto di una corrispondenza chiusa significa apprendere
tutto ciò che è affidato alla protezione della
busta, ma presupposto del reato è che sulla busta vi
sia il nominativo del soggetto destinatario e non il mio
(inserito erroneamente) in quanto altrimenti sono legittimato
alla presa di conoscenza del contenuto perché tratto
in errore dalla presenza del mio nominativo...
In conclusione, ricevere una e-mail non palesemente non
inviata a noi, non può comportare alcuna conseguenza
giuridica, a nulla valendo una qualsiasi forma di diffida
contenuta nel disclaimer.
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